Roma, 6 set – Nazionale “azzurrina”. Già: perché sono passati pochi giorni dall’acclarato appello del CT Mancini, ma i primi dati che emergono dall’Italia calcistica sono ancora ben lontani da quella (giusta) idea di “patriottismo sportivo” cui Mancini pare ambire.

Il giocatore con maggior minutaggio? Jorginho. Naturalizzato, sì, italiano: ma inequivocabilmente “verde-oro”. Ama Napoli (di cui custodisce ricordi bellissimi) e il nostro Paese. Ma la dicotomia che viene a crearsi, dopo le parole di Mancini, è decisamente inevitabile. Più spazio ai calciatori italiani: nel mentre, il Signor Balotelli “scalda i motori”. E non delle sue macchine, puntualmente parcheggiate come proprio non si dovrebbe.

Jorginho a parte e Balotelli permettendo, il progetto di Mancini prosegue. Molti i giovani convocati, in vista della Nations League: fra tutti, il centrocampista della Roma Zaniolo, il portiere del Cagliari Cragno, l’esterno della Spal Lazzari, l’esterno della Fiorentina Biraghi. Dare spazio quindi ai giovani italiani: in ottica presente, in chiave futura. Ma da quanto emerge dalle prime  interviste, le nuove leve del calcio nostrano non si ispirano ai vari Maldini, Del Piero, Totti e Buffon. Esterofilia dilagante, piuttosto: così, Zaniolo s’ispira a Ricardo Kakà, Lazzari a Dani Alves, Biraghi a Maicon. Più che legittimo, ci mancherebbe. Ma se di disaffezione agli ex eroi Azzurri trattasi, sarebbe il caso di meditarci su. L’attuale mancanza di bandiere (salvo sporadici casi, tipo De Rossi) è probabile invito ad un rinvigorimento patriottico: che sia, anche, in chiave calcistica.

Chiara Soldani

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