Misano Adriatico, 10 set – Quello vissuto ieri pomeriggio dal pubblico riminese è stato uno spettacolo tanto drammatico quanto, ci permettiamo di dire, rivoltante. Romano Fenati era un pilota adorato da molti appassionati delle due ruote. Da quel debutto in Moto3 con la sua FTR Honda, presentata senza alcuno sponsor ma con il suo solo numero sul cupolino, che gli valse il secondo posto in Qatar e la vittoria al secondo appuntamento stagionale in Spagna, la carriera di Fenati è avanzata tra alti e bassi fino alla promozione in Moto2 per la stagione 2018 in sella alla scuderia tedesca della Kalex.

La gara di domenica avrebbe potuto essere stata la conclusione di un fine settimana perfetto per il pubblico italiano. Ma il trionfo di Bagnaia, con il suo avvicinamento alla vittoria del campionato, cade in secondo piano rispetto al gesto di Fenati. A 240 km/h preme il freno anteriore alla moto di Stefano Manzi con il quale si erano dato bagarre dall’inizio della competizione. Parla il team manager di Fenati a proposito dell’accaduto: “Sono stati 5 minuti di passione e adrenalina pura ma nessuno vuole creare polemiche e tanto meno lasciare spazio a quelle degli altri. Romano Fenati è uno caldo, l’ascolano verace che piace alla squadra e a chi lo conosce perché è diretto, sincero e soprattutto buono. Stefano Manzi è un altro sincero formidabile combattente e pensate che questi due “galletti” staranno insieme nella stessa squadra l’anno prossimo. Chiediamo a tutti di non infierire su questi due piloti, che, se li conosceste, sareste felici di frequentare”.

Atteggiamenti del genere ne abbiamo visti nel mondo delle corse e del Motomondiale in particolare, ma mai prima d’ora si era giunti a tanto. La FMI ha stabilito che Fenati verrà sospeso dal corrente campionato per le gare di Aragon e di Tailandia mentre per Manzi è stato pianificato una penalità di sei posizioni sulla griglia di partenza per il gran premio di Spagna.

Per quanto si possa cercare di “giustificare” il comportamento dell’ascolano o minimizzarlo rispetto all’irresponsabilità della condotta di Manzi in gara, l’unica cosa che possiamo obiettivamente affermare è che questo non è rispetto, non è competizione, non è (e non sarà mai) sport. L’unica consolazione per gli spettatori è stato vedere il tricolore perennemente sul primo gradino del podio in tutte e tre le gare.

Enzo Facchi

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