Roma, 1 ott – Dalla Lombardia al Veneto, escludendo il “vicino” Piemonte. Dopo le polemiche delle ultime settimane, il Coni ha deciso che anche l’Italia parteciperà alla selezione della città candidata ad ospitare i giochi olimpici invernali del 2026. O meglio: delle città, visto che a spuntarla è stato il tandem Milano-Cortina d’Ampezzo.

Ad annunciarlo è stato, nel corso di una riunione del consiglio regionale, il governatore lombardo Attilio Fontana: “Il Coni ha ufficializzato che la candidatura italiana per i giochi olimpici invernali 2026 sarà quella di Milano-Cortina”, ha spiegato, aggiungendo che “era una notizia che aspettavamo, siamo molto felici. Adesso dobbiamo cominciare a lavorare alacremente perché la candidatura venga approvata anche dal CIO”.

“Presentiamo – ha dettogli ha fatto Giovanni Malagò, presidente del Coni – un progetto innovativo, in linea con le linee guida dell’Agenda 2020 e con le nuove norme, che includerà non solo le città di Milano e Cortina ma anche le loro rispettive regioni, Lombardia e Veneto, entrambe già pronte a supportare la candidatura e a fornire le garanzie”.

Per i dettagli della candidatura Milano-Cortina è ancora presto, così come per i costi: “Le risorse? Iniziamo a vincere, poi ne parliamo. Il problema dei fondi non è il principale, lo risolveremo. Ne parleremo dopo aver vinto, toccando ferro. Regione Lombardia e Regione Veneto, l’imprenditoria di questo territorio, sarebbero comunque in grado di fare fronte a queste esigenze”, taglia corto Fontana. Sul tema però interviene il sindaco di Torino Chiara Appendino, che dopo aver vinto le resistenze della sua giunta sperava di poter partecipare portando in dote le infrastrutture già realizzate nel 2006: “E’ una candidatura per noi incomprensibile, si tratta di andare a costruire ed edificare dove non ci sono gli impianti. Torino era la meno costosa. Chi si assume questa responsabilità dovrà spiegarla al Paese”.

Nicola Mattei

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