barayeParma, 16 feb – A Carnevale ogni scherzo vale. Non a Parma. Nel capoluogo emiliano nel pomeriggio di domenica andava in scena la 27ma giornata del campionato di Serie D girone D tra i locali e il Ribelle. Al 22′ l’attaccante parmense Yves Baraye decide di salire in cattedra – in tutti i sensi – prima spedisce in rete con una pregevole mezza rovesciata la sfera, buggerando Calderoni su invito di Mussetti, e poi decide di esultare indossando un passamontagna con i colori sociali della compagine presieduta da Nevio Scala. Apriti cielo. L’arbitro Santoro di Messina si avvicina al centravanti e gli sventola sotto il naso il cartellino giallo che sommato a quello ricevuto quattro minuti prima per, presunta, simulazione costa la doccia anticipata al centravanti senegalese. La partita si conclude con il risultato di 1-1, con il Parma sempre più in fuga verso la Lega Pro.

Quello che fa discutere è l’applicazione del regolamento, alla lettera, da parte del direttore di gioco, quando sarebbe bastato seguire il ragionamento del tecnico crociato Luigi Apolloni, nel post gara, di aggiungere alle leggi scritte il buonsenso. Gli ultras ducali sono scesi subito in campo a difesa del proprio beniamino rilasciando un piccato comunicato stampa, invocando lo “spirito goliardico” del gesto di un “ragazzo come noi, un ragazzo terra terra”. Quel passamontagna estratto dalla biancheria intima farà discutere e riporta alla mente i colpi di testa dell’ecuadoregno Ivan Kaviedes o del funambolo gabonese Pierre Aubameyang, in maglia Borussia Dortmund, che scorrazza per il campo con la maschera dell’Uomo Ragno dopo una segnatura al Bayern Monaco, senza peraltro essere stato ammonito.

Libertà di esultanza quindi, se dobbiamo scegliere tra lui e un Mario Balotelli attonito e senza vitalità dopo un goal gridiamo lunga vita al bomber di periferia Baraye.

Lorenzo Cafarchio

 

 

 

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