Firenze, 6 giu – Rocco is here. E’ un miliardario italo-americano, sconosciuto ai più, ma che Firenze già festeggia come il simbolo del rinascimento viola. L’entusiasmo con cui i tifosi della Fiorentina hanno accolto la notizia del closing per il passaggio di proprietà del club, la dice lunga sul clima che si respirava negli ultimi tempi nel capoluogo toscano. Certo, i fiorentini non sono abituati a farsi illusioni, semmai temono le delusioni, e dunque restano con i piedi per terra. D’altronde nessuno può sapere se Rocco Commisso rilancerà le ambizioni di una squadra che negli ultimi anni galleggiava costantemente poco sopra la metà classifica, salvo poi giocarsi quest’anno la permanenza nella massima serie all’ultima giornata di campionato contro il Genoa.


Un lontano ricordo

Non è dato sapere se l’imprenditore di origini calabresi, dichiarazioni a parte che lasciano sempre il tempo che trovano, punterà sul serio a competere per le coppe europee oppure continuerà a veleggiare ai piani medio-bassi della Serie A. Ma una cosa è certa: i Della Valle a Firenze non erano più graditi. Inutile girarci intorno, anche i meno critici si erano ampiamente stufati di una proprietà che da tempo mostrava un totale distacco dalla città. Un certo feeling in passato c’era stato, in verità non con tutti i tifosi, però i fiorentini non hanno mai amato fino in fondo quei proprietari sempre molto freddi, incapaci di comunicare con una città che si accende con veemenza e contesta, quando soffre, con altrettanta determinazione. I fiorentini non conoscono mezze misure e nel calcio, soprattutto nella città che con buona pace degli inglesi del calcio rappresenta la storia, quella antica e combattiva, è giusto così.

Non è un caso che quando Vittorio Cecchi Gori salì sulla balaustra del Franchi mostrando uno striscione, neanche fosse un ultras della Fiesole, con su scritto “Batistuta è incedibile”, ogni fiorentino avrebbe voluto fermare il tempo. Rivivendo quel momento all’infinito, come un bambino che nei pulcini insacca il suo primo pallone in rete. I Della Valle quell’entusiasmo spensierato non l’hanno mai saputo trasmettere, quindi a Firenze sono già un lontano ricordo. Poco importa allora se Mister Rocco, venuto da oltreoceano, o forse potremmo dire tornato in patria, sia in grado o meno di offrire garanzie di successo. Il calcio a Firenze è un fuoco che arde da secoli. E chi se ne frega se spesso il vento non tira dalla parte giusta. Basta che nessuno provi a spegnerlo più.

Eugenio Palazzini

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