calvisanoRoma, 2 giu – Si è conclusa questo fine settimana la stagione 2014/15 del campionato italiano d’Eccellenza, che ha portato per la seconda volta consecutiva il titolo al Calvisano Rugby, regalandoci una finale playoff con poche emozioni, ma con tanto spettacolo sugli spalti. Al “Battaglini” il pubblico di casa ci ha regalato uno spettacolo unico, fatto di passione e attaccamento ai propri colori. In uno sport che incontra ancora molte difficoltà a prendere piede nella cultura sportiva dello Stivale, esempi come questa conclusione di stagione fanno bene a tutto l’universo rugbistico italiano.

Il XV bresciano, pur vincendo, ha dovuto battagliare contro i bersaglieri di Rovigo, per la maggior parte della partita in inferiorità numerica a causa dell’espulsione del pilone Costanzo per fallo di stamping. Per buona parte del tempo regolamentare il match non ci ha regalato grande spettacolo dal punto di vista tecnico. Molti gli errori, le occasioni sprecate (specialmente da parte delle divise rossoblù), troppi i momenti di stallo dal punto di vista tattico, dove soltanto la squadra che ha dimostrato di avere più fame è riuscita a predominare dal punto di vista del punteggio. Grazie alla meta del giovane Di Giulio al 18′ e i due calci realizzati tra i pali del numero 10 australiano Seymour, i gialloneri sono riusciti a chiudere il primo tempo col netto vantaggio di 11-0.

Nel secondo tempo Rovigo ha tentato di recuperare dopo la brutta prestazione della prima parte di gara, incontrando però un Calvisano ben organizzato seppur in 14, il quale ha concesso davvero pochissimo spazio alla compagine veneta.

Solo negli ultimi dieci minuti di gioco è uscito fuori il carattere della formazione di casa, che in ogni caso non è riuscita a recuperare lo svantaggio. Nonostante la meta di Mahoney all’ultimo minuto di Rovigo, infatti, il fischio finale ha decretato Calvisano campione italiano per la quinta volta nella sua storia. Il vero spettacolo della finale di Eccellenza però ci è stato regalato dalla reazione del pubblico, il quale ha dedicato un lungo applauso agli ospiti vincitori, dando dimostrazione del grande spirito rugbistico di cui vive il popolo rodigino.

Un finale di stagione fatto di gioie ma anche di rimpianti, se da una parte i bresciani stanno scrivendo una pagina della storia del rugby italiano, dall’altra parte c’è Rovigo che da 25 anni attende il suo dodicesimo scudetto. Per una città che ama così tanto il meraviglioso gioco del rugby e ha dietro di sé una storia fatta di enormi successi, tutti questi anni di digiuno sono troppi. Sarà quello prossimo l’anno buono?

Mauro Pecchia

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam.
Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here