Roma, 29 dic – No alla chiusura degli stadi. Dopo i violenti scontri di Inter-Napoli, Matteo Salvini non ha dubbi: Chiudere gli stadi e vietare le trasferte condanna i tifosi veri, che vanno distinti dai delinquenti, ed è la risposta sbagliata. Certe partite di calcio non si giocheranno più in notturna, quelle più a rischio si devono giocare alla luce del sole e con elicotteri che possano controllare i delinquenti”. Salvini ha ricordato l’appuntamento di inizio anno, col tavolo sull’argomento: “Proporrò che certe partite non si giochino più in notturna”.

Di parere opposto è Giancarlo Giorgetti, secondo il quale gli stadi andrebbero perentoriamente chiusi: “Il calcio, lo sport non possono essere causa o pretesto per violenza e razzismo. È il tradimento dello spirito di ogni sport. Risse e agguati sono stati espulsi dagli stadi ma continuano a verificarsi fuori. È inaccettabile: i morti, le aggressioni, il razzismo dovrebbero indurre la federazione alla chiusura al pubblico dei medesimi stadi più che sospendere le partite con conseguenti problemi di evacuazione e ordine pubblico, per altro di difficile e delicata valutazione”. Queste le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport.

Interviene a margine anche il Premier Giuseppe Conte, a margine della conferenza stampa di fine anno: “Darei un segnale di cesura forte anche ricorrendo a una pausa nelle manifestazioni sportive, per una proficua riflessione di chi vi prende parte, ma lascio alle autorità competenti la valutazione”, ha spiegato. “Sono molto costernato – ha aggiunto – scoprire e non è la prima volta che una manifestazione sportiva é occasione di scontri violenti, aggressioni civili e ci è scappato anche il morto”.

Chiara Soldani

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