sarri manciniNapoli, 20 gen – Frocio. Finocchio. Razzista. Queste parole non escono, in sequenza, dalla bocca di Vladimir Luxuria, ma da quella di Roberto Mancini. I microfoni della Rai, appena terminata la gara tra Napoli ed Inter – valevole per i quarti di finale di Coppa Italia – assistono allo sfogo del Mancio nei confronti del pari ruolo partenopeo: “Battibecco? Domandate a Sarri, che è un razzista. Io dico che uomini come lui non possono stare nel modo del calcio. Sarri ha usato parole razziste: Avevo chiesto solo al quarto uomo il perché dei cinque minuti di recupero e lui ha iniziato a inveire contro di me, dandomi del ‘frocio’ e ‘finocchio’. Ha 60 anni e si deve vergognare, questo episodio cancella tutto. È una vergogna, uno che si comporta così in Inghilterra non vedrebbe più il campo. Negli spogliatoi sono andato a cercarlo, lui mi ha detto ‘ti chiedo scusa’, io ho risposto ‘ti devi vergognare, se tu sei un uomo sono orgoglioso di essere frocio e finocchio’“.

Ecco tutto l’inventario del perfetto democristiano, dal “se sei un uomo sono orgoglioso di essere frocio”, al ti devi “vergognare” passando per “in Inghilterra” senza dimenticare le frasi “razziste” per condire al meglio il discorso. Nel mentre lascivi cronisti consumano parole e tastiere del pc in cerca dello scoop per crocifiggere Maurizio Sarri. La rosea non ci pensa due volte ed in homepage manda un articolo dal titolo: “Quando Sarri disse: ‘Il calcio è diventato uno sport per froci'”, ricordando un’esternazione del tecnico toscano, quando ancora era ad Empoli, in un dopo partita a Varese che gli valse 5mila euro di multa. Intanto Mazzocchi, coi soldi del canone, chiede all’allenatore il mea culpa in mondovisione.

“Football is not for ballerinas”, ma non perché sia giusto considerare gli avversari dei “froci” ed identificarli con tale nomea, più semplicemente perché l’uomo ha pulsioni e seppur la millenovecentottantaquattrizzazione del pensiero sia esercizio d’obbligo frutto della prostituzione intellettuale – per rimanere in casa Inter, Mourinho docet – dettata dalla repressione dell’eloquio. Così come ci insegna Dustin Hoffman nella pellicola Lenny, sulla vita del comico Lenny Bruce. Eppure ancora banalmente basterebbe essere nemici del piagnisteo, nella penisola pluridecorata in questa disciplina, e ritornare alle parole dell’uomo in tuta che guida il campionato: “Per me è tutto finito in pochi secondi. Certe cose dovrebbero restare in campo”. La saggezza degli antichi, ancora una volta, ci avrebbe evitato l’ennesimo teatrino a tinte arcobaleno.

P.s. L’Inter ha vinto 2-0 accedendo alle semifinali di Coppa Italia, ora aspetta la vincente di Lazio-Juventus.

Lorenzo Cafarchio

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