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Roma, 19 nov – Mario Sconcerti di calcio ne sa, ma soprattutto ha sempre l’aria di chi sa di saperne. Socrate non docet. Ed è penna acuta Sconcerti, raffinata e affinata grazie a una lunga esperienza nel giornalismo sportivo italiano. Non è però immune (nessuno lo è) da scivoloni e analisi piuttosto discutibili. Prova ne è il suo commento, pubblicato oggi sul Corriere della Sera, relativo alla vittoria in Bosnia della Nazionale. L’attacco è comunque inappuntabile: “Siamo tra le prime quattro squadre d’Europa prima ancora che si giochino gli Europei. È una contraddizione ma è una buona notizia, non ne avevamo da dieci anni”, scrive Sconcerti. Vero, ci risparmiamo volentieri la cautela di chi non riesce mai a esaltarsi e ci uniamo all’entusiasmo generale per un’Italia che vince e convince.

Una Nazionale convincente

Condividiamo poi un’altra riflessione dello stesso Sconcerti: “La sua Nazionale (del ct Mancini, ndr) è inferiore a quella di Lippi, ma gioca meglio. Mancini non è l’allenatore più bravo del mondo, è fondamentalmente un artista solitario, schivo, ma è stato uno dei primi a capire la curva del calcio moderno”. Ed è sempre preciso, Sconcerti, quando fa notare che questa Nazionale “scavalca il tifo di tutti i giorni, diventa soltanto Italia. E gioca bene, come non si vede giocare in campionato”. Finalmente, verrebbe da dire. Dopo anni di risultati avvilenti e (non)gioco soporifero, assistiamo a un’Italia che entra in campo col pugnale tra i denti, che morde l’erba e prende a pallonate gli avversari. Certo, non abbiamo ancora affrontato in partite ufficiali le squadre che sulla carta dovrebbero contenderci i prossimi trofei internazionali. Eppure l’Italia, purtroppo, ci aveva abituato a passi falsi anche con nazionali ben poco quotate. Evitiamo volentieri di rimembrare la figuraccia rimediata alle qualificazioni mondiali con la Svezia, ma tant’è.

Meticci, dunque migliori?

Torniamo al pezzo in questione, perché dopo una riflessione del tutto apprezzabile, Sconcerti se ne esce così: “In questo momento ci sono solo due squadre certamente migliori, Francia e Belgio, squadre meticce, garanzia di completezza e diversità”. Che barba, che noia. Davvero Sconcerti sostiene che due “squadre meticce” in quanto tali siano “garanzia di completezza”? Sconcertante. Ma soprattutto, ciò le renderebbe “certamente migliori”? Ora, non discutiamo il valore tecnico di queste due nazionali, che sono senz’altro forti. Ma l’assurda forzatura politicamente corretta ce la saremmo volentieri risparmiata. Se non altro perché, fino a prova contraria, la Nazionale italiana – che purtroppo per Sconcerti non è “meticcia” – deve ancora giocarsela con queste due illustri contendenti. E gli ultimi incontri ufficiali ci dicono questo: alla Francia abbiamo rifilato un secco 2-0 ad Euro 2008 e al Belgio un altro netto 2-0 agli Europei del 2016. “Certamente migliori” un corno.

Alessandro Della Guglia

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5 Commenti

  1. La Francia è campione del mondo e, credo, ci sia ancora superiore, col Belgio ce la possiamo giocare, Lukaku e Hazard permettendo. La realtà è che queste nazionali, come l’Inghilterra e, oramai, anche la Germania, sfruttano il doping etnico. La perfida Albione non è stata benedetta dall’immissione degli allogeni, perché ha privilegiato i cervelli asiatici rispetto alla manovalanza africana, quindi mediocri erano e tali rimangono. Differente è il discorso di Francia e Belgio che grazie agli energumeni africani sono riusciti a costruire nazionali competitive, soprattutto i mangia ranocchie hanno vinto due mondiali grazie alla prevalenza di maghrebini e negroidi vari. Noi, come la Spagna, siamo ancora due nazionali ” quasi incontaminate “, non so per quanto riusciremo a resistere; visto l’andazzo attuale, mi aspetto che presto avremo, per decreto legge, l’obbligo di schierare almeno 5 atleti dalla diversa pigmentazione, a partita. Comunque, Mancini è un mediocre, che non sa organizzare la difesa, lo dico da interista che l’ha veduto vincere grazie a una squadra che non aveva, oggettivamente, rivali oltre alla Roma che, infatti, in una finale di Coppa Italia ci rifilò un 6-2 grazie alla stupenda fase difensiva del Mancio.

  2. ” […] squadre meticce, garanzia di completezza e diversità […] ”

    Da tempo non seguo più il calcio, però, vorrei dire che a me, questa affermazione, sa tanto di… marchetta. Probabilmente, gli è stato suggerito di dire così e lui ha prontamente eseguito (i giornalisti, oggi, sono per lo più prezzolati megafoni di propaganda mondialista), anche perché la frase sopra riportata in citazione, ha nessun significato.

    Esempio: l’ultima grande nazionale di calcio europea è stata la Spagna di Del Bosque che certo, meticcia non è mai stata mentre hanno passato periodi assolutamente disastrosi squadre nazionali fortemente meticciate come Inghilterra e/o Portogallo.

    La stessa nazionale italiana ha vinto ben quattro mondiali di calcio (1934, 1938, 1982, 2006) e un europeo (1968); è stata per due volte vice-campione del mondo (1970, 1994) e due volte vice-campione d’Europa (2000, 2012) e giusto recentemente e in pochissimi casi, con gli innesti di Camoranesi (un indio americanide), Balotelli e Ogbonna (due negri africani di tipo congoide) si potrebbe, al limite, parlare di squadra meticciata (sempre tra virgolette). Gli oriundi alla Sivori o Thiago Motta non erano certo di razza colorata.

    Un discorso simile si potrebbe fare anche per quanto riguarda le squadre di club: io sono cresciuto nell’era dell’obbligo, per le società, di tesserare, al massimo, due stranieri per squadra proprio quando il calcio italiano dominava in Europa e nel mondo. Anche durante gli anni ’90 del dopo legge-Bosman, spesso, gli stranieri tesserati, erano o tedeschi o jugoslavi o francesi, danesi, polacchi, etc., alcuni validissimi – chi più, chi meno – sud-americani, tutto sommato pochi gli africani.

    Purtroppo, si è avuto un momento di flessione, del tutto naturale, anche perché si sono fatte delle scelte sbagliate: privilegiare il gioco più dal punto di vista fisico-atletico che da quello puramente tecnico. Ma la nazionale spagnola di Del Bosque ha fatto immediatamente cambiare idea a tutti e ora si sta cercando, pian-pianino di correre ai ripari.

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