brignoneSölden (Austria), 24 ott – “Stamattina mi sentivo bene, ma non pensavo così tanto bene. Ho visto il tempo dopo il traguardo, pensavo che Rebensburg fosse caduta, poi è arrivata Nadia e ho pensato che avessero sbagliato a prendere il tempo, invece era tutto vero. Ho tirato a tutta, la pista è bella dura come piace a me, adesso piedi per terra perché la gara rimane molto difficile”. A parlare è Federica Brignone, milanese classe ’90, reduce dalla prima vittoria in Coppa del Mondo in carriera nel gigante femminile di Sölden in Austria precedendo, dopo le due manche, l’americana Mikaela Shiffrin (+ 0″85) e la sciatrice del Liechtenstein Tina Weirather (+1″25). Bene anche le altre azzurre: nona Irene Curtoni, 11ª Nadia Fanchini, 12ª Manuela Moelgg, 14ª Elena Curtoni e 16ª Sofia Goggia. Fuori nella seconda discesa Nicole Agnelli.

Figlia d’arte, la madre Ninna Quario, ora giornalista sportiva, sciatrice capace d’imporsi in quattro gare in Coppa del Mondo tra il 1979 e il 1986, ha centrato il suo primo trionfo dopo quattro secondi posti, tre terzi posti ed un argento, sempre nella specialità gigante, nel mondiale 2011 di Garmisch-Partenkirchen. Era da otto anni, con Denis Karbon a Ofterschwang in Baviera, che una sciatrice tricolore non s’imponeva in una gara di questa specialità.


Lorenzo Cafarchio

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