Reddito nazionale di NatalitàRoma, 6 mar – E’ un quadro impietoso quello che emerge dai nuovi dati Istat. La fotografia di un’Italia sempre più vecchia e con sempre più culle vuote. Al primo gennaio 2017, secondo l’Istituto nazionale di statistica, la natalità ha confermato la tendenza alla diminuzione con il livello minimo delle nascite del 2015, pari a 486 mila, superato da quello del 2016 con 474 mila. Non solo, la fecondità totale è scesa a 1,34 figli per donna (da 1,35 del 2015) e ciò è dovuto, secondo l’Istat, “al calo delle donne in età feconda per le italiane e al processo d’invecchiamento per le straniere: le straniere hanno avuto in media 1,95 figli nel 2016 (contro 1,94 nel 2015); le italiane sono rimaste sul valore del 2015 di 1,27 figli”. I dati sul processo di invecchiamento della popolazione in Italia sono altrettanto indicative: al 1 gennaio 2017 l’età media dei residenti, secondo l’istituto di statistica, è di 44,9 anni, due decimi in più rispetto al 2016 (corrispondenti a circa due mesi e mezzo) e due anni esatti in più rispetto al 2007. Gli individui di 65 anni e più superano i 13,5 milioni e rappresentano il 22,3% della popolazione totale (11,7 milioni nel 2007, pari al 20,1%). Ma sono soprattutto gli ultranovantenni a registrare un aumento sensibile: al 1 gennaio 2017 sono 727 mila, un numero superiore a quello dei residenti in una grande città come Palermo.


L’Italia è quindi una nazione con un problema nascite sempre più preoccupante e a dirlo sono in primo luogo le statistiche. Ecco allora che la proposta di legge di CasaPound, che riportavamo proprio oggi su questo giornale, sembra proprio porre l’attenzione su una delle questioni politicamente più trascurate ma al contempo prioritarie. Poco meno di una settimana fa CasaPound ha lanciato il Reddito nazionale di Natalità. “Cinquecento euro al mese per ogni bambino nato da genitori italiani, di cui almeno uno nato italiano a sua volta“, spiega CasaPound in un comunicato, annunciando che a breve partirà “una campagna di raccolta firme capillare in oltre cento città”.

Secondo il vicepresidente del movimento, Simone Di Stefano, “il calcolo è semplice: ogni immigrato in un centro d’accoglienza costa allo Stato 1.050 euro al mese, ma con la stessa cifra si potrebbero sostenere due bambini italiani e, perfino, salvare con i 50 euro che avanzano 6 bambini stranieri in patria, se è vero, come sostiene la campagna di Save the children, che 9 euro al mese euro bastano a salvare 1 bambino africano con l’adozione a distanza”. Alla luce dei nuovi dati Istat, il Reddito nazionale di Natalità più che una buonissima idea sembra essere una necessità. E c’è da augurarsi che diventi presto legge.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. Quando sento parlare di aiuti alle famiglie, bonus bebé, etc etc, sinceramente la mano mi corre alla pistola (metaforicamente parlando): perché il problema è che LE DONNE ITALIANE I FIGLI NON LI VOGLIONO PIU’ FARE, andrebbero piuttosto rieducate a levarsi dalla testa quel mix devastante che scaturisce dall’impasto delle dottrine femministe di stampo cattocomunista con i miti consumistici ed edonistici della vita facile che abbiamo fatto crescere in questi anni.
    Ecco perché, ritengo, in realtà i maschi occidentali non hanno NESSUNA VOGLIA DI RESISTERE nei confronti dei barbuti, checché ne dica la compianta Oriana Fallaci, che pure qualcosa aveva capito.
    Vale.

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