La Nuova Zelanda è una terra quasi incontaminata, ricca di paradisiaci panorami, di splendide montagne e di vegetazione che cresce senza confini. Si tratta di un pese in crescita economica e che mette in combinazione la bellezza straordinaria della natura con la vita dell’uomo in città che hanno tutto quello che si può richiedere al giorno d’oggi. Al contempo possiede norme rigide su immigrazione clandestina e lavoro nero, pertanto i molti italiani con sogni di evasione che puntano a conoscere questo paese devono fare i conti con la realtà. Infatti quasi nessuno saprebbe davvero da dove iniziare il proprio cammino verso la Nuova Zelanda. Ovviamente una soluzione per chi vuole cambiare vita c’è: la spiega questa utile guida pubblicata dal sito specialistitraslochi.it con quello che c’è da sapere per andare a vivere in Nuova Zelanda.

I primi passi per trasferirsi in Nuova Zelanda

Trasferirsi in Nuova Zelanda è un obbiettivo che richiede pazienza e impegno, sia qui in Italia prima della partenza che giunti nel nuovo Paese, dove non è consentito commettere errori. La prima cosa da fare è quella di procurarsi un visto: ci sono numerose tipologie di visti neozelandesi che possono essere richiesti a seconda della propria condizione, e non è da tutti sapersi orientare in questa enorme macchina burocratica. La Nuova Zelanda possiede inoltre delle rigide norme contro l’immigrazione clandestina e contro il lavoro nero, perciò è utile fare molta chiarezza in tal senso.


Esiste il visto turistico, cui informazioni dettagliate possono essere reperite in questa pagina; è un visto della durata di 90 giorni estendibile fino a 9 mesi ma non è possibile ottenere un lavoro con questo documento, perché i turisti lì non possono lavorare.
Esiste poi il visto per studenti, che il Governo Neozelandese rilascia per tutti gli studenti che vogliono soggiornare nella Nazione per almeno sei mesi. Questo visto permette di lavorare part time (20 ore alla settimana massimo) ma è soggetto a numerosissime limitazioni a seconda del proprio Paese di origine, del motivo della visita, dell’età, eccetera.

I visti lavorativi

Il Governo ovviamente rilascia anche visti lavorativi. Il primo per semplicità è il cosiddetto Working Holiday Visa, il visto maggiormente famoso e richiesto per chi sogna di andare ad abitare e trovarsi un lavoro in Nuova Zelanda. Può essere richiesto da cittadini italiani con età compresa tra 18 e 30 anni. Il WHV consente di lavorare all’interno del Paese per un anno (12 mesi) e studiare per sei mesi in tutto. Questo visto possiede un solo vero limite ovvero che non permette di svolgere un lavoro nel medesimo posto per più di tre mesi consecutivi. Il costo burocratico del visto lavorativo è circa di 120€.

Un altro visto molto diffuso (anche se più difficilmente ottenibile, per i diritti che consente) è quello che prende il nome di Long Term Skills Shortage List Visa (abbreviato a LTSSL), rilasciato dal governo neozelandese per alcune categorie di esperti e professionisti accreditati. Infatti, alcuni settori del Paese scarseggiano di individui altamente competenti ed essendo essenziali per lo sviluppo della civiltà sociale, il Paese offre dei visti. Il visto LTSSL generalmente riguarda medici, ricercatori, scienziati, ingegneri, architetti, psicologi e progettisti. Chi lo richiede deve ovviamente possedere le certificazioni necessarie ma anche avere un’età inferiore a 55 anni. Il visto consente di permanere sul suolo neozelandese per ben 30 mesi e comprende il diritto alla copertura sanitaria pubblica. Il suo vero vantaggio è che solamente dopo 24 mesi di lavoro continuativo consente al soggetto di effettuare una richiesta per ottenere il Residence from Work Visa, ovvero un permesso di soggiorno continuativo.

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here