Una delle attività per ritrovare i debitori scomparsi o irreperibili che a oggi risulta imprescindibile è quella del rintraccio della residenza anagrafica. Si tratta di un’operazione che può non essere semplice da conseguire: occorre infatti distinguere tra residenza, domicilio e dimora, tenendo conto che le informazioni potrebbero non risultare aggiornate sui canali digitali.
Chi può effettuare il rintraccio di residenza e codice fiscale?
Partiamo da una premessa. Il rintraccio di residenza e codice fiscale di un soggetto terzo di per sé non rappresenta reato: è qualcosa che qualsiasi individuo può fare, anche in autonomia. Questo perché si tratta di informazioni considerate di pubblico dominio, utili in diverse circostanze, non solo in quelle delicate e complesse di recupero crediti.
Tuttavia – e vale in particolare per l’indirizzo a cui poi si andranno a recapitare i documenti, contattando l’interessato – incappare in informazioni errate o imprecise è tutt’altro che improbabile, con le ripercussioni del caso.
Per una ricerca accurata è perciò essenziale contattare dei professionisti specializzati in questo servizio, che avranno inoltre le competenze per agire con la massima discrezione, verificando elementi centrali come lo stato in vita della persona, individuando debitori irreperibili/scomparsi. Il risultato è dunque una facilitazione considerevole nelle azioni legate al recupero dell’insoluto, incluse quelle di natura legale.
Dimora, residenza e domicilio: concetti diversi, che indicano situazioni differenti
Dimora, domicilio e residenza sono concetti che è importante avere ben chiari, quando si conseguono le operazioni di rintraccio della residenza anagrafica di qualsiasi persona. Vediamoli uno per uno:
- residenza: si intende il luogo di riferimento, quello registrato negli archivi comunali, presso l’ufficio di stato civile. È la dimora principale dell’individuo: la casa dove abita stabilmente;
- domicilio: è l’immobile che la persona vive di più. Nel caso di un libero professionista, ad esempio, può trattarsi dello studio. Spesso coincide con la residenza, ma non è detto;
- dimora: parliamo di una struttura abitativa adoperata dalla persona in via del tutto occasionale. Non è quindi un buon punto di riferimento per recapitare dei documenti.
Dove vanno inviate le comunicazioni ufficiali? Alla residenza, anche se l’interessato risulta indisponibile al ritiro della posta o assente per un certo periodo. È possibile rintracciare questa informazione consultando il registro anagrafico comunale: l’ufficio competente potrà rilasciare persino un documento ufficiale. Occorre però essere in possesso di alcuni dati: ovvero nome, cognome, codice fiscale e data di nascita.
Nulla vieta di recapitare la comunicazione presso il domicilio, mentre è da escludere la dimora. Ad avere valore legale è comunque la consegna presso la residenza, anche quando mancata. Le valutazioni andrebbero fatte in ogni caso in relazione alle specifiche dinamiche in essere.
E se la persona risiede all’estero?
Il rintraccio della residenza anagrafica diventa più complicato se la persona risiede all’estero. Premesso che si tratta di un’operazione pienamente legale, diventa ancora più importante rivolgersi a dei professionisti specializzati, che conoscono le dinamiche dello Stato in questione e hanno una rete di contatti in loco in grado di intervenire al meglio.
In questo modo si avrà la sicurezza di informazioni attendibili, risparmiando tempo prezioso e probabilmente anche denaro.