Pensione: è una delle parole meno affascinanti del vocabolario per chi ha meno di 35 anni. Ha a che fare con la burocrazia, con calcoli complicati e con un futuro così lontano da sembrare impossibile. La tentazione di andare oltre questa pagina, quindi, è molto forte. Ma ignorare questo argomento oggi è come correre una maratona e fermarsi al 40esimo chilometro pensando che tanto il traguardo è ancora lontano.
Il vero segreto per un futuro sereno non consiste nel guadagnare cifre molto alte, ma nell’iniziare presto. Quindi, pensare alla pensione da giovani vuol dire sfruttare l’unica risorsa che i milionari non possono comprare: il tempo. Ed è possibile usarlo partendo da meno del costo di una pizza a settimana.
Il problema del gap previdenziale
Il sistema pensionistico pubblico per come lo conoscevano i nostri nonni non esiste più. Una volta si andava in pensione con un assegno molto vicino all’ultimo stipendio, con un sistema definito retributivo. Oggi, per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, il calcolo si basa interamente sui contributi effettivamente versati nel corso della vita lavorativo: è il cosiddetto sistema contributivo.
Questo, insieme all’aumento dell’aspettativa di vita e a carriere lavorative che diventano discontinue, porta a una conseguenza diretta: l’assegno pensionistico sarà più basso dell’ultimo reddito percepito. Gli esperti stimano un tasso di sostituzione medio intorno al 55% o 60%. In pratica, se l’ultimo stipendio ottenuto corrisponde a 2000 euro, la pensione potrebbe essere di circa 1100 o 1200 euro.
La differenza tra le entrate durante la vita lavorativa e la pensione che si riceverà si chiama gap previdenziale. Quindi, affidarsi solo alla pensione potrebbe portare ad un calo del tenore di vita proprio nel momento in cui si dovrebbe avere più tranquillità.
Il potere dell’interesse composto
Qui entra in gioco il tempo. Quando si investe, non è soltanto il capitale iniziale a generare un rendimento, ma anche gli interessi maturati iniziano a produrre a loro volta altri interessi. Questo effetto è noto come interesse composto. Più tempo ha a disposizione per agire, più i risultati sono ottimali.
Facciamo un esempio. Immaginiamo di investire 50 euro al mese, l’equivalente di una cena fuori, con un rendimento netto annuo del 4%:
- chi inizia a 30 anni, dopo 35 anni si ritroverà con un capitale di circa 57.000 euro;
- chi inizia a 45 anni, versando la stessa cifra per 20 anni, accumulerà meno di 16.000 euro.
La differenza è enorme. Nonostante chi ha iniziato più tardi abbia versato poco meno della metà, il capitale finale è quasi quattro volte inferiore. Questo perché nel primo caso l’interesse composto ha avuto 15 anni in più per lavorare e far crescere il patrimonio in modo esponenziale.
Tutto ciò rappresenta la base di un investimento a lungo termine: la costanza e il tempo, fondamentali quando si sceglie di aderire ad un piano pensionistico integrativo, battono quasi sempre l’importo versato.
Vantaggi fiscali a disposizione dei giovani
Lo Stato è il primo a sapere che il sistema pubblico ha bisogno di un supporto e, per questo, incentiva la previdenza complementare con vantaggi fiscali significativi, particolarmente convenienti per chi ha un orizzonte temporale lungo. I principali benefici sono:
- deduzione fiscale dei contributi – ogni euro versato in un fondo pensione (fino a un massimo di 5.164 euro l’anno) viene sottratto dal proprio reddito imponibile, generando un immediato risparmio fiscale;
- tassazione agevolata dei rendimenti – mentre i guadagni di altri investimenti finanziari sono tassati al 26%, i rendimenti maturati nel fondo pensione godono di un’aliquota del 20%;
- tassazione ridotta sul capitale finale – al momento della pensione, il capitale accumulato viene tassato con un’aliquota che va da un massimo del 15% a un minimo del 9%, molto più bassa delle normali aliquote.
- eventuale contributo datoriale nei fondi negoziali – se un lavoratore dipendente aderisce al fondo pensione di categoria previsto dal suo contratto nazionale e decide di versare una piccola parte del proprio stipendio, l’azienda deve versare a sua volta un contributo aggiuntivo.
La deduzione dei contributi per la pensione è un’opportunità che non va sottovalutata, perché di fatto lo Stato finanzia una parte dello sforzo di risparmio.
Strumenti pratici per iniziare subito
La teoria, quindi, è chiara. Ma in pratica, come si inizia? Sicuramente non servono capitali enormi o conoscenze da guru della finanza. Esistono, infatti, strumenti semplici che possono essere utilizzati da tutti.
Fondo pensione aperto o di categoria
È lo strumento principale della previdenza complementare. Il consiglio per un giovane è scegliere un comparto azionario che nel lungo periodo offre maggiori prospettive di rendimento. Si può iniziare versando anche solo 30 o 50 euro al mese.
Piano di Accumulo in ETF globali
È un’alternativa al fondo pensione e consiste nell’investire una piccola cifra fissa ogni mese in un ETF che replica un indice azionario mondiale. Questo permette di diversificare l’investimento su migliaia di aziende in tutto il mondo con costi di gestione molto bassi. L’ideale è importare un addebito automatico per non doversene preoccupare.
Conferimento del TFR al fondo pensione
Un lavoratore dipendente per legge può decidere di destinare il TFR, il Trattamento di Fine Rapporto, a un fondo pensione. È una scelta quasi sempre vantaggiosa: il TFR nel fondo gode di una tassazione finale più bassa.
Polizze pensionistiche a basso costo (PIP)
I piani individuali pensionistici sono prodotti assicurativi con le stesse regole fiscali dei fondi pensione. Possono rappresentare una soluzione per chi cerca garanzie di capitale e sono molto vantaggiosi dal punto di vista fiscale.
Come impostare il proprio “piano d’azione” in 5 passi
Partire è molto semplice, basta seguire un percorso logico in pochi passaggi:
- costruisci un fondo d’emergenza – prima di ogni investimento a lungo termine, si mette da parte una somma pari a 3-6 mesi delle spese correnti su un conto separato e facilmente accessibile, in modo che diventi un paracadute per eventuali imprevisti;
- stima il tuo gap previdenziale – i simulatori online, come quello sul sito dell’INPS, possono aiutare ad avere un’idea di quale sarà l’assegno pensionistico: è utile, quindi, calcolare quanto mancherebbe per mantenere il tenore di vita desiderato;
- definisci il tuo obiettivo di risparmio – una buona regola generale è destinare almeno il 10% del proprio reddito netto a obiettivi di lungo termine. All’inizio può sembrare tanto, ma si può partire anche con meno e aumentare gradualmente;
- scegli uno strumento e attiva un versamento automatico – si può selezionare una delle opzioni viste sopra (come, ad esempio, il fondo pensione) e impostare un versamento mensile automatico;
- rivedi il piano periodicamente – è utile controllare il piano ogni due anni o quando ci sono cambiamenti importanti nella vita, come un aumento di stipendio o un cambio di lavoro. Potrebbe essere il momento di aumentare il versamento o di aggiustare la strategia.
Errori da evitare
Potrebbe capitare, lungo il percorso, di compiere qualche errore. Per questo, è fondamentale conoscere alcuni aspetti importanti, per evitare di incorrere in un problema. Ecco i più comuni:
- rimandare a “quando si guadagnerà di più” – è l’errore più grande. Come abbiamo visto, il tempo è più importante del denaro. È più efficace iniziare con 30 euro oggi che iniziare con 150 euro tra dieci anni;
- interrompere i versamenti durante i ribassi di mercato – quando i mercati scendono, l’istinto è quello di fermarsi per paura di perdere i soldi. In realtà, per chi fa un piano di accumulo, i ribassi sono un’opportunità, perché con la stessa cifra si acquistano più quote a un prezzo più basso;
- puntare tutto su strumenti troppo conservativi – un giovane con un orizzonte di 30 o 40 anni può assumersi una quota di rischio maggiore, privilegiando vari comparti. Scegliere linee garantite fin da subito significa rinunciare a decenni di potenziale crescita.
Il futuro inizia oggi, non domani
Iniziare a costruire la propria pensione da giovani è un progetto di vita entusiasmante. Significa prendere in mano le redini del proprio futuro, assicurarsi la libertà di scelta e trasformare piccoli gesti di oggi in una grande tranquillità per domani.
Basta la consapevolezza che anche solo la rinuncia a un paio di aperitivi al mese, se investita con costanza e intelligenza, può fare una grande differenza. Il momento migliore per iniziare è, quindi, adesso.