Roma, 10 feb – Nell’attuale società materna, nutritiva e femminile, dove il maschile è depotenziato e annichilito, le forze progressiste ritengono il patriarcato responsabile della violenza sulle donne. In realtà il vero patriarcato in Occidente si è esaurito con le grandi civiltà tradizionali, l’Impero Romano, la società medioevale e muovendosi la Storia verso i tempi attuali le prerogative patriarcali sono via via scomparse.
Valori maschile e considerazione femminile
Il patriarcato è stato portatore di valori maschili, incarnati dal pater familias a Roma. E nella cultura tradizionale in seguito, dove le donne erano tenute in grande considerazione ed esercitavano il potere femminile.
Dopo la rivoluzione industriale le donne vennero sfruttate sistematicamente come manodopera a basso costo nelle filande e nei laboratori artigiani.
Lo sfruttamento ha caratterizzato la storia del capitalismo fino ai nostri giorni. Non solo delle donne, ma in generale dei più deboli. Coloro che un tempo erano difesi dai partiti socialisti oggi servi del capitale stesso.
Disparità di trattamento economico nei confronti delle donne permangono nell’attuale società avanzata, dominata dal denaro e dalla tecnologia.
L’assenza dell’archetipo paterno
La causa è l’avidità degli sfruttatori. Non certo la prepotenza dei patriarchi scomparsi con la distruzione della famiglia istituto fondamentale sul quale si sviluppa la comunità.
L’assenza dell’archetipo paterno, depotenziato il maschio debole e spaventato dalle donne sicure ed indipendenti, lascia i figli maschi privi di esempi virili, di regole e limiti da rispettare, primo tra i quali il rispetto e la protezione delle donne.
L’attuale persecutore delle donne non è il patriarca, ma il maschio narcisista. Figlio di una madre onnipotente che lo ha iperprotetto e reso fragile, che tormenta l’ex compagna incapace di elaborare l’abbandono terrorizzato dalla solitudine.
Maschi deboli
Maschi deboli che soffrono di disturbo dipendente di personalità, schiavi delle compagne dalle quali dipendono affettivamente. Totalmente diversi dagli uomini forti della società patriarcale.
Il Femminicidio, nuovo reato che comporta pene più pesanti per i maschi colpevoli è in contrasto con la parità giuridica tra uomini e donne. La vita di un uomo vale tanto quella di una donna. Solo la follia progressista, che ricatta anche le forze conservatrici, ha imposto questo abominio giuridico.
Il fattore scatenante la violenza non è il maschilismo tossico denunciato dalle femministe, ma al contrario la mancanza di forza, di rettitudine e l’incapacità di amare degli eterni infanti innamorati solo di se stessi.
La rabbia delle femministe insoddisfatte e isteriche si ritorce sulle donne vittime di persecutori succubi della forza femminile.
Lotta alla società patriarcale?
La lotta al patriarcato che non c’è è in realtà un attacco premeditato al maschio bianco, dinamica funzionale alle politiche globaliste di sostituzione etnica.
Maschi deboli e sottomessi non sono in grado di difendere la loro terra e le loro donne, preda degli invasori, veri figli della società maschilista islamica.
Ma le femministe non attaccano i predatori portatori di una cultura che sottomette le donne, permette matrimoni con bambine, violenze familiari e incarcera le donne nelle case.
Le civiltà europee sono state caratterizzate dal rispetto per le donne, che hanno condiviso con gli uomini il cammino della Storia, nella naturale alleanza tra i sessi.
La condivisone, la complicità, l’amore reciproco generano l’armonia che permette la fusione delle due polarità. L’archetipo maschile e quello femminile, l’energia Yin e quella Yang, per la fusione nell’Uno.
Roberto Giacomelli