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Ricorso per indennità di accompagnamento: quando conviene e come funziona l’ATP

by La Redazione
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indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento costituisce una prestazione assistenziale di primaria importanza nel sistema di welfare italiano.

Essa è riconosciuta ai soggetti che, a causa di gravi patologie o menomazioni, si trovano in una condizione di non autosufficienza tale da richiedere un’assistenza continua o l’aiuto permanente di un accompagnatore.

Nonostante la chiarezza dei presupposti normativi, nella pratica applicativa non sono infrequenti i casi di rigetto della domanda o di valutazioni sanitarie non pienamente aderenti alla reale situazione del richiedente.

In tali circostanze, il ricorso giudiziario rappresenta uno strumento essenziale di tutela.

Quando conviene ricorrere contro il diniego dell’indennità di accompagnamento

La scelta di intraprendere un’azione giudiziaria deve essere preceduta da una valutazione attenta del caso concreto.

In linea generale, il ricorso risulta particolarmente indicato in presenza di alcune circostanze ricorrenti, tra le quali assumono rilievo le seguenti.

Errore valutativo della commissione medico-legale

Una delle ipotesi più frequenti è quella in cui la commissione dell’INPS abbia espresso una valutazione non corretta o incompleta delle condizioni di salute del richiedente.

Ciò può avvenire, ad esempio, quando:

  • non vengono adeguatamente considerate tutte le patologie presenti;
  • si sottostimano le conseguenze funzionali delle menomazioni;
  • non si tiene conto dell’effettiva incapacità di svolgere le attività quotidiane della vita.

In tali casi, il giudizio amministrativo risulta viziato da un errore di valutazione che può essere efficacemente contestato in sede giudiziaria.

Produzione di documentazione sanitaria nuova

Un’ulteriore ipotesi che rende opportuno il ricorso è la disponibilità di documentazione medica non prodotta o non esaminata nella fase amministrativa.

Rientrano in questa categoria:

  • relazioni specialistiche redatte successivamente alla visita INPS;
  • esami diagnostici recenti;
  • certificazioni che descrivono in modo più approfondito lo stato di non autosufficienza.

La possibilità di depositare tali documenti nell’ambito del procedimento giudiziario consente di integrare il quadro clinico, fornendo al giudice e al consulente tecnico elementi più completi per la valutazione.

Peggioramento delle condizioni di salute

Il ricorso è consigliabile quando, dopo la presentazione della domanda, si verifica un peggioramento significativo dello stato di salute soprattutto in presenza di patologie croniche o degenerative.

Il peggioramento può tradursi in:

  • maggiore difficoltà o impossibilità a deambulare autonomamente;
  • perdita di autonomia negli atti elementari della vita quotidiana;

In questi casi, il mutamento delle condizioni può giustificare il riconoscimento dell’indennità anche se inizialmente negata.

Accertamento Tecnico Preventivo (ATP): funzione e caratteristiche

L’Accertamento Tecnico Preventivo, disciplinato dall’art. 445-bis del codice di procedura civile, rappresenta una fase obbligatoria per le controversie in materia di prestazioni assistenziali, tra cui rientra l’indennità di accompagnamento.

La sua funzione principale è quella di accertare preventivamente le condizioni sanitarie del ricorrente, con l’obiettivo di favorire una rapida definizione della controversia.

Il procedimento si avvia con il deposito di un ricorso presso il tribunale territorialmente competente. Il giudice, valutata l’ammissibilità, procede alla nomina di un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), solitamente un medico specializzato, incaricato di svolgere l’accertamento sanitario.

Tempi e svolgimento dell’ATP

Uno dei principali vantaggi dell’Accertamento Tecnico Preventivo è rappresentato dalla relativa rapidità rispetto al giudizio ordinario.

Le fasi principali del procedimento possono essere sintetizzate secondo l’ordine seguente:

  • nomina del CTU da parte del giudice;
  • esame della documentazione sanitaria e visita del ricorrente;
  • redazione e deposito della relazione tecnica;
  • eventuale deposito di osservazioni da parte delle parti.

Durante la visita, il CTU valuta non solo la diagnosi, ma soprattutto le ricadute funzionali delle patologie, con particolare attenzione al grado di autonomia del soggetto.

Gli esiti possibili dell’ATP

L’Accertamento Tecnico Preventivo può concludersi principalmente in due modi.

Omologa dell’accertamento

Se le conclusioni del CTU non vengono contestate, oppure se il giudice le ritiene pienamente fondate, il procedimento si conclude con l’omologa. In questo caso:

  • il giudice emette un decreto che accerta il diritto alla prestazione;
  • l’INPS è tenuto a riconoscere l’indennità di accompagnamento;
  • vengono corrisposti anche gli eventuali arretrati.

Prosecuzione con giudizio di merito

Qualora una delle parti contesti le conclusioni del consulente, il giudice può disporre la prosecuzione del giudizio. In tal caso:

  • viene fissata un’udienza;
  • il procedimento assume le forme del giudizio ordinario;
  • i tempi si allungano e l’istruttoria diventa più complessa.

Preparazione del fascicolo sanitario: un elemento decisivo

La corretta predisposizione del fascicolo sanitario riveste un ruolo centrale per l’esito positivo del ricorso. La documentazione deve risultare infatti completa, coerente e aggiornata.

Particolare importanza assumono le relazioni specialistiche, che dovrebbero illustrare in modo dettagliato elementi come:

  • la diagnosi;
  • le limitazioni funzionali;
  • la necessità di assistenza continua o di un accompagnatore.

È fondamentale che emerga chiaramente la condizione di non autosufficienza, intesa come incapacità di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita o di deambulare senza aiuto.

Per un approfondimento sulle modalità di ricorso e sugli aspetti procedurali connessi all’indennità di accompagnamento, è possibile consultare questa pagina.

Conclusioni

Il ricorso per l’indennità di accompagnamento rappresenta uno strumento di tutela imprescindibile per i soggetti che, pur versando in condizioni di grave disabilità, si vedono negare una prestazione fondamentale.

Comprendere quando conviene ricorrere, conoscere il funzionamento dell’Accertamento Tecnico Preventivo e predisporre un fascicolo sanitario adeguato sono passaggi essenziali per aumentare le probabilità di successo.

In un ambito così delicato, la precisione tecnica e l’accuratezza documentale costituiscono elementi determinanti per la piena tutela dei diritti della persona.

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