Roma, 26 mar – “Storie spaziali per maschi del futuro“, presentato a gennaio in Parlamento, inizierà ad aprile con una fase pilota che coinvolgerà 250 classi delle scuole primarie entro il 2026 in tutta Italia. Con particolare attenzione alle aree più periferiche e vulnerabili. Tale progetto, si legge sul Corriere della Sera, “raggiungerà 12.500 bambine e bambini, 5.000 docenti e oltre 50.000 persone appartenenti alla comunità educante”.
L’obiettivo è creare “nuovi maschi” decostruiti da “tutti gli stereotipi di genere che li vuole forti, sicuri e possibilmente machi”. Il progetto, realizzato dalla Fondazione Libellula, dalla scrittrice Francesca Cavallo, che si definisce queer e attivista Lgbt, e da ScuolAttiva Onlus, è stato accreditato presso la piattaforma S.O.F.I.A. del ministero dell’Istruzione.

Il programma nelle scuole primarie avrà come faro la raccolta di fiabe della Cavallo “che ribalta i modelli tradizionali del principe azzurro o del supereroe che da nulla viene scalfito. Aprendo invece le pagine a un maschio, con tutte le sue fragilità, capace di ascolto ed empatia”. Ai bambini, verranno offerti testi ed esercizi per decostruire la cosiddetta mascolinità tossica.
Il fallimento dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole
Il femminismo e la sinistra hanno imbracciato come un’arma ideologica l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole di ogni ordine e grado. Cercando di sottrarla alle famiglie dei bambini. Basta sfogliare i libri dedicati a questo tema per rendersi conto che sono un concentrato di ideologia woke.

Dalla normalizzare dell’aborto come metodo contraccettivo alla legittimazione dei bloccanti della pubertà, degli ormoni e degli interventi chirurgici anche in giovane età per far passare la narrazione che è frequente nascere in un corpo sbagliato, passando per l’ipersessualizzazione dei bambini e per le favolette a colori dei piccoli che crescono felici con “due madri” o “due padri”. Sono questi i contenuti dei libri woke dedicati all’infanzia. Non mancano nemmeno immagini di coppie di bambini, spesso dello stesso sesso, nudi e in pose sessuali.

Mentre si invoca come un mantra l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, l’Italia è tra le Nazioni europee con il più basso tasso di omicidi di donne. Nei Paesi, dove tale insegnamento è presente nei programmi scolastici da decenni, si registrano incidenze ben più elevate. La Germania ha un tasso di donne uccise dai partner o dai membri della propria famiglia pari a 4 e la Francia a 3,1. Mentre l’Italia a 2,4. La Svezia, spesso citata come esempio, è la nazione con il più alto tasso europeo di violenza di genere: il 52,5 per cento delle donne dichiara di averne subita almeno una volta nella vita. Nella vicina Finlandia, la percentuale sale a ben il 57,1 per cento. Mentre in Danimarca è del 47,5 per cento. In Italia, dove l’educazione sessuo-affettiva non è obbligatoria ed è a discrezione delle singole scuole, il dato si attesta al 31,7 per cento.
L’autogol nel Regno Unito
Spingere troppo l’acceleratore su una determinata tematica può generare un enorme effetto boomerang. Lo hanno da poco scoperto nel Regno Unito, patria dell’ideologia woke. Per contrastare e prevenire il terrorismo, il governo britannico ha istituito Prevent. Il programma ha previsto pure un sistema di segnalazioni dei privati per indicare possibili individui che si stanno radicalizzando. Anche l’apprensione per l’immigrazione di massa viene considerata un’ideologia estremista che richiede l’intervento di Prevent.
Come ha documentato il Telegraph, durante un corso di formazione ospitato sul sito governativo, è stato elencato il “nazionalismo culturale” tra le motivazioni dell’inserimento di un soggetto nel programma di deradicalizzazione. In altre parole, come spiega il quotidiano britannico, basta la convinzione che “la cultura occidentale sia minacciata dall’immigrazione di massa e dalla mancanza di integrazione di alcuni gruppi etnici e culturali” per finire nella rete di Prevent. Vietato anche parlare della sostituzione etnica in atto nel Paese, della tradizione britannica minacciata dall’immigrazione e dell’islamizzazione dell’Europa.
Proprio nell’ambito del programma Prevent, è stato diffuso nelle scuole il videogame Pathways. È rivolto agli studenti di età compresa tra gli 11 e i 18 anni che ha lo scopo di combattere l’estremismo di destra. Il focus è sull’immigrazione e sulla società multiculturale. Il protagonista è Charlie e un indicatore tiene traccia di quanto estremista stia diventa il suo comportamento. Anche solo consultare un sito attribuibile all’estrema destra può far perdere punti. I giocatori che riescono a rimanere nella fascia verde sono salvi, mentre quelli che finiscono nel rosso perdono ma possono ricevere assistenza psicologica per “pensieri ideologici” o essere indirizzati a un esperto antiterrorismo.

A diventare virale, è stata però Amelia, colei che doveva rappresentare il cattivo esempio perché schierata contro l’immigrazione clandestina e il cambiamento multietnico nel Regno Unito, colei che contribuisce a far perdere punti al protagonista Charlie.
Francesca Totolo