Roma, 30 mar – Nonostante polemiche, appelli e controappelli dell’antifascismo (istituzionale e di strada), tentativi di far vietare l’evento, la manifestazione per la Remigrazione ha avuto luogo sabato pomeriggio a Mantova. Oltre seicento persone hanno risposto alla chiamata del Comitato Remigrazione e Riconquista, lanciando un chiaro segnale politico: l’antifascismo non riuscirà a scoraggiare militanti e cittadini impegnati nella mobilitazione per la riconquista. La manifestazione del Comitato Remigrazione e Riconquista – che si è articolata in un corteo seguito da un presidio statico in Piazza Virgiliana – ha visto un’ampia partecipazione, tra militanti delle realtà identitarie e comuni cittadini di ogni età e fascia sociale: “uno spaccato tout court del popolo italiano, a conferma della natura genuinamente popolare di questa proposta di legge”, come si legge nel comunicato ufficiale diffuso dal Comitato.
Mantova, ennesima tappa per un percorso di riconquista
Una proposta di legge genuinamente popolare. Non bisogna infatti dimenticare che la manifestazione tenutasi ieri nel capoluogo virgiliano si inserisce in una campagna di mobilitazione, a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare, che da quando è stata lanciata a fine gennaio, non ha mai smesso di moltiplicare le proprie adesioni in tutta la penisola, con ormai oltre 130.000 firme raccolte online e in forma cartacea presso i banchetti allestiti dal Comitato in tutta Italia. E a proposito della contromanifestazione organizzata dalle sigle antifasciste che speravano – invano – di impedire lo svolgimento dell’iniziativa per la remigrazione, il comunicato del Comitato ribadisce che “nonostante i tentativi dei soliti noti di impedirla, la manifestazione si è regolarmente svolta e ha portato nel cuore di Mantova, al cospetto di Virgilio, un messaggio forte e chiaro: non ci fermeremo finché la remigrazione non sarà legge. La riconquista procede con una forza inarrestabile”.
A fare da cornice a questa importante tappa della mobilitazione a sostegno della proposta di legge c’è un elemento simbolico, citato anche nel comunicato ufficiale del Comitato, che non può passare inosservato: sul mare di bandiere tricolori che ha investito la piazza del centro di Mantova, si stagliava imponente la statua di Virgilio, che a Mantova ebbe i propri natali (celebre è l’epitaffio del poeta che recita “Mantua me genuit”, ovvero “Mantova mi generò”), con alla base una semplice iscrizione: a Virgilio, la Patria.
Sotto il segno di Enea e Virgilio
E non possiamo non pensare che, forse, questo elemento simbolico suggella il significato più profondo della forza della riconquista contro chi questa Nazione ha cercato e cerca ancora di distruggerla. Troppe volte i soggetti che hanno preso parte alla contro-manifestazione antifascista hanno cercato di piegare l’opera del Poeta ai propri dogmi immigrazionisti, dipingendo Enea come un “rifugiato ante litteram”. Ieri, al cospetto dell’autore dell’Eneide, chi ama incondizionatamente l’Italia ha perpetuato le parole – di riconquista della Patria, appunto – pronunciate da Enea nel poema virgiliano: “Cerco la Patria Italia, la culla della mia razza discesa dal Sommo Giove”.
Enrico Colonna