Home » Riccione, il caso Villa Mussolini: potrà cambiare il nome, non la sostanza

Riccione, il caso Villa Mussolini: potrà cambiare il nome, non la sostanza

by Marco Battistini
0 commento

25 dic – Il nome – o meglio il cognome – di Benito Mussolini continua a far discutere. Anche agli sgoccioli del 2025, anche (e soprattutto) nella sua sua solatìa terra di Romagna. La polemica natalizia riguarda più precisamente la sempre – almeno dagli anni ‘30 del secolo scorso – ridente Riccione. Ormai l’abbiamo capito, alla cancel culture non c’è mai fine: così dopo la revoca della cittadinanza al noto statista predappiese, la sinistra locale sta tornando alla carica per smantellare un altro pezzo di storia della Perla Verde.

Una corsa a tre

Stiamo parlando di quel che sarà di Villa Mussolini. Dimora estiva della famiglia del Duce, da un abbondante quarto di secolo a questa parte rientra nelle proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio. L’immobile, dato in gestione allo stesso Comune, è stato quindi riqualificato una ventina d’anni fa, affermandosi come polo culturale della località rivierasca.

Nei mesi scorsi la decisione di metterla in vendita: a ottobre l’apertura di una data room ha dato la possibilità, a chi fosse stato interessato, di richiederne la partecipazione. Al termine temporale, scaduto in settimana, sono arrivate tre proposte: entro il 30 gennaio ci sarà l’apertura delle buste.

Villa Mussolini: la (controversa) posizione del Comune

Nel trittico di offerte i legali della Fondazione troveranno sicuramente quella del Comune di Riccione. Come è giusto che sia, l’intento dell’amministrazione di centro-sinistra è quello di non perdere la disponibilità di Villa Mussolini, considerato – non a torto – un “patrimonio di tutti i cittadini”.

Spiegano Daniela Angelini e Alessandro Nicolardi, rispettivamente sindaco e assessore al Patrimonio: “Con la proposta di acquisto facciamo una scelta di responsabilità verso la storia e il futuro: Villa Mussolini non è solo un edificio di pregio, ma un pezzo della nostra identità che abbiamo il dovere di proteggere e valorizzare”.

Fin qui, nulla da eccepire. Ma il Diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli. Attenzione quindi alle parole di Romeo Sperindio di Riccione Coraggiosa (movimento organico alla maggioranza comunale): “Il nostro appoggio all’acquisto non è incondizionato. Se un domani il Comune sarà proprietario ci si potrà confrontare su un cambio di nome della dimora”.

Un colpo di spugna?

Svelato l’arcano. A dirla tutta dal Partito Democrativo verso sinistra già si starebbe pensando di far ripristinare il nome originario, ossia Villa Margherita. Una scelta, oltre che discutibile, anche storicamente sbagliata.

Se certa cancel culture d’antan a guerra finita si prodigò in fretta e furia a demolire diverse migliorie sull’edificio volute da Donna Rachele in persona, il nodo del nome non è secondario.

Come riconosciuto anche dai tipi del Resto del Carlino, nel decennio che va dal 1934 al 1943 la bella residenza posta a pochi metri dal mare è stata un volano per tutto il turismo riccionese. Uno status acquisito nel periodo tra i due conflitti mondiali – Riccione diventò comune indipendente nella seconda metà ottobre 1922, pochissimi giorni prima della marcia su Roma – e consolidato nel secondo dopoguerra da quell’imprenditoria, alberghiera e balneare, formatasi proprio nel corso dell’esperienza fascista.

Per lunghissimo tempo Riccione è stata il simbolo dell’estate italiana – si pensi all’iconicità dei concerti all’Aquafan negli anni ‘90. Un percorso che, al di là di ogni revisionismo un tanto al chilo, ha avuto la sua origine proprio con la costante presenza della famiglia Mussolini su questo lembo di spiaggia romagnola.

E allora si potrà anche asetticamente cambiare il nome a Villa Mussolini. Ma la sostanza della storia, nella bellezza della sua estrema complessità, non si può cancellare con un semplice colpo di spugna.

Marco Battistini

You may also like

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati