Torino, 23 feb – C’è un’Italia che non dorme per garantire che sulle tavole dei cittadini arrivi, ogni mattina, l’eccellenza del tricolore. È l’Italia dei produttori, dei grossisti e dei lavoratori del Caat (Centro Agro Alimentare Torino), oggi pronti alla barricata contro la miope proposta di imporre l’orario diurno. Una scelta che non è solo un errore logistico, ma un vero e proprio attentato alla nostra sovranità alimentare e a un modello di lavoro che affonda le radici nel sacrificio e nella qualità.
Lo schiaffo alla tradizione: il fresco non aspetta i burocrati
Spostare l’orario del mercato all’ingrosso dalle tenebre dell’alba alla luce del giorno significa, nei fatti, spezzare il legame sacro tra la terra e la tavola. Chi propone il “modello ufficio” per il mercato ortofrutticolo dimostra di non conoscere la terra: il prodotto italiano eccelle perché è vivo, raccolto e consegnato in poche ore.
Imporre il diurno significa costringere la nostra merce a “invecchiare” di 24 ore nei magazzini, livellando verso il basso la qualità dei nostri prodotti e rendendoli indistinguibili dalle merci standardizzate e importate che invadono i mercati globali. È un favore fatto ai giganti della logistica straniera a discapito dei piccoli produttori piemontesi e italiani, custodi di una biodiversità che il mondo ci invidia.
Difendere il sacrificio contro il declino
La polemica identitaria divampa tra le corsie di Grugliasco. Da oltre quarant’anni, migliaia di uomini e donne accettano il sacrificio della notte come una missione. «Ci svegliamo a mezzanotte perché il nostro lavoro è servire la comunità con il meglio», dicono gli operatori.
Smantellare il turno notturno in nome di un falso modernismo significa calpestare l’etica del lavoro di generazioni di italiani. Se Torino abdica al suo ruolo di capitale del fresco notturno, i flussi commerciali si sposteranno inevitabilmente verso altri hub, consegnando le chiavi del nostro approvvigionamento alimentare a logiche puramente finanziarie e a operatori che della freschezza non fanno un valore, ma solo un costo da tagliare.
Una battaglia di civiltà
La politica nazionale non può restare a guardare mentre un’eccellenza del Nord-Ovest viene trasformata in un anonimo centro di smistamento “fotocopia”. La difesa dell’orario notturno al Caat è la difesa del Made in Italy reale, quello che suda e produce mentre il resto del Paese riposa.
Arrendersi al diurno significa accettare un’Italia più pigra, più povera di sapori e più dipendente dalle importazioni. La battaglia dei lavoratori di Torino è la battaglia di chi crede che l’identità di una Nazione passi anche dalla capacità di tutelare i propri mercati, i propri ritmi produttivi e, soprattutto, la dignità di chi garantisce l’eccellenza alimentare ogni singolo giorno. Il Caat non si tocca: la notte è la garanzia della nostra libertà alimentare.