Moise Kean non è più il ragazzino che bruciava le tappe nella Torino bianconera. Oggi, nel pieno di questo febbraio 2026, ci troviamo di fronte a un calciatore che ha dovuto gestire il peso di aspettative enormi, passando per Parigi e Liverpool prima di trovare a Firenze una sua reale stabilità. Sebbene la sua carriera sia stata spesso analizzata sotto la lente dell’eterna promessa, i dati attuali ci restituiscono l’immagine di un attaccante più maturo, centrale nel progetto tattico della Fiorentina e fondamentale per le ambizioni di una piazza che sta vivendo mesi complessi.
Il rendimento nella stagione 2025-26
In questo campionato, l’apporto di Kean va pesato con attenzione. Non sono solo i gol a raccontare la sua utilità, ma la capacità di reggere l’urto delle difese avversarie in un contesto di classifica non semplice. Finora, il bottino di Kean è di 5 gol in Serie A. Potrebbero sembrare pochi se paragonati ai 19 della passata stagione, ma il loro valore specifico è altissimo: quasi tutte le sue marcature sono arrivate in scontri diretti, portando punti che oggi valgono oro per la lotta per la salvezza.
Per chi segue da vicino le dinamiche del campionato, il confronto delle quote sulla Serie A suggerisce quanto la presenza di Kean in campo sposti gli equilibri per la Fiorentina, che vede in lui l’unico vero terminale capace di far risalire la squadra. Come riportato anche nelle analisi statistiche della Lega Serie A, l’ex juventino ha registrato una crescita importante nella protezione della palla, diventando un riferimento necessario per innescare i trequartisti.
Una nuova intesa: Gudmundsson e Colpani
Il vero salto di qualità tattico si vede nel dialogo con i compagni di reparto. Kean ha imparato a non essere solo un finalizzatore, ma un facilitatore di gioco. L’intesa con Albert Gudmundsson e Andrea Colpani è il perno su cui si poggia la manovra offensiva viola: Moise crea lo spazio, attira i difensori e permette agli altri due di agire tra le linee. È un lavoro di sacrificio che la Fiorentina sta sfruttando al massimo per uscire dalle zone calde della graduatoria.
I record di un “predestinato”
Nonostante sia un classe 2000, Kean ha già accumulato una serie di primati storici che meritano di essere ricordati, segni tangibili di un talento che è esploso prestissimo.
- Il pioniere del millennio: Moise detiene il primato di primo giocatore nato negli anni 2000 a debuttare e a segnare in Serie A.
- L’ombra di Del Piero: Nel 2017, segnando contro il Bologna a 17 anni e 88 giorni, è diventato uno dei marcatori più giovani della storia della Juventus, superando la precocità di un’icona come Alessandro Del Piero (che segnò il primo gol a quasi 19 anni).
- Traguardi in Azzurro: In Nazionale è il secondo marcatore più giovane di sempre, alle spalle del solo Bruno Nicolè, un record che testimonia quanto il suo profilo sia sempre stato centrale nei piani federali.
Tra la salvezza e il sogno Mondiale
Il finale di questa stagione rappresenterà un bivio per Kean. Da un lato c’è l’imperativo della salvezza con la Fiorentina: la società ha investito molto su di lui e si aspetta che sia l’uomo della provvidenza per evitare la retrocessione. Dall’altro, c’è l’azzurro della Nazionale.
L’Italia di oggi sta vivendo settimane di apnea, con una qualificazione al Mondiale 2026 ancora tutta da conquistare. Il percorso è in salita e Moise sa bene che le sue prestazioni a Firenze saranno il suo unico passaporto per convincere il CT. Se l’Italia riuscirà a strappare il biglietto per il torneo negli Stati Uniti, Messico e Canada, Kean vorrà esserci da protagonista, portando quell’esperienza internazionale maturata tra Everton e PSG che pochi altri attaccanti nel nostro panorama possono vantare.