
Trump aveva duramente attaccato Khan, accusandolo di aver detto che non c’era motivo di essere preoccupati per la situazione. Un suo portavoce aveva detto che il sindaco “ha cose più importanti da fare che rispondere al tweet malevolo di Donald Trump che deliberatamente estrapola dal contesto le sue osservazioni, nelle quali invitava i londinesi a non essere allarmati quando vedono più agenti di polizia, anche armati, in giro”.
In passato era stato il figlio del presidente Usa a rinfacciargli le dichiarazioni del settembre scorso, quando disse che “il terrorismo fa parte del pacchetto del vivere in una grande città” come Londra. Insomma, una serie di prese di posizione sminuenti e “tranquillizzanti”, che vorrebbero far passare il terrorismo per normale. E, alla fine, l’unico di fronte al quale alzare muri e aumentare la diffidenza non è chi rientra dalla Siria, chi fa avanti o indietro dalla Libia, gli “inglesi” di seconda generazione mai integratisi, bensì… Donald Trump.
Giuliano Lebelli
1 commento
io ricordo solo quando hanno eletto un PAKISTANO (!) sindaco di Londra,i mille proclami iperbuonisti che lo salutavano come un simbolo delle virtù interetniche pacifiste,multidequà multidelà…
risultato: un attentato -con morti- alla settimana in Gran Bretagna.
next time: provate con un Nipponico magari.