Il 2026 del Comitato Remigrazione e Riconquista parte da Piacenza. Proprio nel capoluogo al confine tra Emilia e Lombardia è stata lanciata la nuova mobilitazione dell’organizzazione. Il Comitato, porta avanti la proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre la Remigrazione nel dibattito politico parlamentare tramite una raccolta firme, che partirà da febbraio. Locandina dai toni semplici, ma decisi: i tipici Cavalli stilizzati che danno il nome all’omonima Piazza del centro di Piacenza campeggiano sullo sfondo del Tricolore italiano. Una sola parola, che richiama altre azioni di preparazione a questa manifestazione fatte dagli attivisti piacentini del comitato: Remigrazione.
Una scelta tutt’altro che casuale
Nella nota che il Comitato Remigrazione e Riconquista ha diffuso sui propri canali ufficiali, viene spiegato il perché di questa nuova iniziativa proprio a Piacenza. “Il Comitato Remigrazione e Riconquista annuncia, dopo il grande successo della manifestazione nazionale del 15 dicembre a Brescia, una nuova mobilitazione nazionale per la Remigrazione, che si terrà a Piacenza sabato 24 gennaio, alle ore 16. Il Comitato ha deciso di portare una nuova manifestazione nazionale nella città Primogenita d’Italia, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza su tutto il territorio nazionale. In vista del lancio della raccolta firme per una legge di iniziativa popolare sulla Remigrazione, che prenderà il via a febbraio, la scelta di Piacenza non è casuale“.
Gli effetti dell’immigrazione su Piacenza
Il comunicato prosegue spiegando gli effetti che il fenomeno migratorio ha avuto negli anni sulla città. “Piacenza rappresenta infatti uno dei casi più emblematici delle conseguenze dell’immigrazione massiva in una città di provincia. La città è indicata da diverse classifiche tra quelle con la più alta percentuale di stranieri residenti sul totale della popolazione, prossima al 20%. Il tessuto urbano e sociale del piacentino ha risentito in questi anni di profondi cambiamenti economici e demografici. Dalla crescente presenza della logistica, che contribuisce all’abbassamento del costo e della qualità del lavoro, all’aumento di attività commerciali gestite da stranieri, fino alle difficoltà nelle scuole. In alcune classi la percentuale di alunni stranieri supera i limiti di legge, con ricadute anche sul piano della sicurezza e della convivenza.
È proprio nei territori maggiormente colpiti da queste dinamiche – conclude il Comitato – che intendiamo essere sempre più presenti. Con la manifestazione di Piacenza vogliamo dare risonanza nazionale alla proposta di legge che stiamo depositando e alla successiva raccolta firme. Mettendo il governo, dunque, di fronte a una scelta chiara sul futuro dell’Italia: a favore o contro la Remigrazione. È l’ora di agire, è l’ora della Remigrazione: porta un Tricolore e scendi in piazza con noi.
Il 24 gennaio, tutti gli italiani che non si arrendono si ritroveranno a Piacenza“.
Una data storica
Un corteo identitario di così grande portata non si è mai svolto nel piccolo capoluogo di provincia. A seguito dell’incredibile massa di italiani presenti a Brescia il 15 dicembre, ci si aspetta un’affluenza altissima anche a Piacenza. Giusto due settimane fa, da un bastione delle Mura Farnesiane – scelta simbolica, vista la funzione di ultimo baluardo di difesa della città durante il Rinascimento-, dagli attivisti piacentini di Remigrazione e Riconquista era stato srotolato un gigantesco striscione campeggiante il ricorrente slogan. Numerosi sono stati i commenti di supporto all’iniziativa del Comitato, che si svolgerà in un luogo che verrà rivelato nei prossimi giorni.
Una cosa è certa: sarà un grande evento, e non lo si potrà ignorare.