Roma, 21 feb – Nei giorni scorsi è venuta a mancare una delle ultime leggende della vera Hollywood. A 95 anni è infatti morto Robert Duvall. Figlio di un ammiraglio della marina statunitense e di un’attrice amatoriale, è anche discendente del leggendario generale confederato Robert Edward Lee, che, tra l’altro, interpretò nella pellicola Gods and Generals. Mosca bianca nella Mecca del cinema, si è sempre identificato come libertariano e conservatore, appoggiando sovente candidati repubblicani.
Una vasta filmografia
Nella sua vasta filmografia si possono annoverare i più svariati generi, anche se ha sempre avuto una particolare predilezione per i film di guerra ed i western. Spesso nelle grandi produzioni ha interpretato la parte di attore comprimario, dove però sovente rubava la scena ai protagonisti, come nel ruolo di William Kilgore in Apocalypse Now e in quello di Tom Hagen nella saga de Il Padrino. Ha ottenuto sette nomination agli Oscar, vincendone uno nel 1983 per il film Tender Mercies – Un tenero ringraziamento.
A fronte di tanta gloria, oggi però vogliamo celebrarlo per un piccolo ma significativo film britannico del 2000: A Shot at Glory – Sfida per la vittoria, diretto da Michael Corrente.
Il Kilnockie
Ci troviamo in Scozia e Duvall interpreta Gordon McLeod, un allenatore di calcio della squadra di fantasia di seconda divisione del Kilnockie. Un giorno il presidente americano del club (Michael Keaton) lo informa che ha intenzione di trasferire la squadra a Dublino e che è riuscito a convincere l’ex stella del Celtic, ora in forza all’Arsenal, Jackie McQuillan (interpretato dal calciatore professionista Ally McCoist) a trasferirsi proprio al Kilnockie.
Il problema è che McQuillan è il genero di McLeod e quest’ultimo ha smesso di parlarsi con la figlia proprio a causa del carattere violento ed irascibile di McQuillan, particolarità che gli ha impedito una carriera gloriosa. Superati gli iniziali dissapori, i due riusciranno a lavorare di concerto nel tentativo di impedire che la comunità cittadina perda un importante punto di riferimento, quale è la squadra di calcio. Il cast è nobilitato, tra l’altro, anche da Brian Cox e Cole Hauser, futura stella della saga di Yellowstone.
Robert Duvall e il calcio per gli scozzesi
La storia, ispirata a quella del Wimbledon FC, che proprio in quegli anni stava cambiando città (cosa assolutamente sacrilega nel mondo del calcio britannico), è assolutamente godibile. Con un finale dolce amaro per nulla scontato il film è inoltre nobilitato dalla colonna sonora del cantante e chitarrista dei Dire Straits, Mark Knopfler, grande tifoso del Newcastle United.
Ma la cosa più incredibile di tutta la vicenda è che Robert Duvall, nel suo tipico maniacale modo di interpretare una parte, una volta avuto il ruolo, benché fosse una produzione indipendente nemmeno destinata al mercato statunitense, decise di voler cogliere tutte le sfumature e l’importanza che il calcio ha nelle vite degli scozzesi. Pensò perciò di assistere a partite sia nei grandi stadi di Glasgow, sia nei piccoli campetti di sperduti villaggi. In modo da poter capire cosa potesse significare per una comunità la perdita di una simile identità. Ricordiamoci del resto che, al contrario, negli Stati Uniti è usanza comune delle squadre professionistiche quella di cambiare sede per ragioni economiche, senza che la gente se la possa prendare più di tanto.
Tifoso del Celtic
Dopo quella breve, ma intensa esperienza Duvall affermerà di essere diventato un tifoso dei Celtic, visto che nel film la sfida finale avviene contro gli storici rivali di Glasgow dei Rangers. In conclusione, tra i vari capolavori di questo immenso attore, vi suggerisiamo di andare a recuperare anche questa piccola grande chicca. Non ne resterete delusi.
Roberto Johnny Bresso