
E così dopo i fatti di Colonia e le varie violenze nelle città tedesche, arriva la dimostrazione lampante di come la situazione non sia assolutamente sotto controllo. Svanita l’ubriacatura di accoglienza e tolleranza che avevano aveva reso la Merkel una sorta di divinità agli occhi degli immigrati, messi in cantina le migliaia di cartelli con su scritto “Refugees Wilkommen”, ora la Germania fa i conti con la realtà. Anzi, è tutta l’Europa, che ormai dichiara apertamente come la situazione dei flussi migratori sia “prossima al collasso”, con la Grecia che vede migiaia di immigrati tornare indietro dalle frontiere chiuse e stazionare ormai in modo fisso ad Atene.
Il 7 marzo si terrà il Consiglio Europeo con la Turchia per fare il punto della situazione, ma nemmeno il più inguaribile ottimista potrebbe credere in una soluizone rapida. Nemmeno il portavoce della Merkel, Steffen Seibert, che ha precisato come non ci sarà una risoluzione “fulminea” e che con buona probabilità saranno necessarie misure che portino ad una “drastica riduzione” dei profughi. Troppo tardi ora per fare dietrofront, dopo aver ridotto le frontiere ad un colabrodo. Sempre ieri il Bundestag ha approvato un pacchetto di misure per inasprire la legislazione in materia di diritto d’asilo, soprattutto rispetto al ricongiungimento familiare, mentre si sta cercando di facilitare il procedimento per l’analisi delle richieste d’asilo, velocizzando allo stesso tempo le espulsioni. Troppo poco, troppo tardi.
Davide Romano
2 comments
143 mila come numero sono di più dell’ esercito Italiano
Sintonizzatevi
ovvero come numero noi siamo ridotti quasi come la Germania al trattato di Versailles del 1919 per intenderci
Beh, se gli esiti successivi saranno i medesimi, c’è da auspicarselo quindi…