
Un’operazione che era già stata compiuta con Pinocchio e che ora viene ripetuta con un testo decisamente più impegnativo. Ne è uscito fuori un libro di 3300 pagine che ha come sottotitolo ‘‘Le Scritture per i Millenials”, cioè i ragazzi nati dagli anni Ottanta in poi. “Volevo rendere simile un versetto della Bibbia a un tweet, contraendo i caratteri. Penso che tra 100 anni un testo in emoji resisterà”, spiega al Guardian uno degli autori del progetto. Se lo dice lui…
La Bibbia raccontata con le faccine arriva a pochi giorni da una indagine del Pew Research Center che testimonia un interesse minore dei ragazzi per la religione. Quello che non è chiaro è in che modo, rendendo la religione simile alla cultura pop, la gente si dovrebbe avvicinare di più a essa: il senso del sacro ne uscirà completamente devastato, ma in compenso, per quanto si voglia scimmiottare un linguaggio “giovane”, l’operazione apparirà sempre forzata e inutile. Insomma, un modo perfetto per perdere i fedeli vecchi e non trovarne nessuno di nuovo. La verità è che la religione potrà riprendere fiato in mezzo alla postmodernità solo sapendo offrire un approccio alla vita totalmente altro: più duro, non più morbido, più austero, non più easy, più profondo, non più superficiale. Il punto è capire se il cattolicesimo abbia la voglia, la forza e la possibilità di intraprendere questa strada. Gli indizi depongono tutti per una risposta negativa.
Roberto Derta
1 commento
Povia a breve scriverà era meglio Ratzinger , io dico Pio X anche se Costantino XI resta il mio riferimento e S.Sofia che fu’ la più grande e bella chiesa del mondo per poi divenire moschea e poi museo storico
La defascitizzazione rientra nello stesso pensiero , cancellare la storia , come Palmira