Roma, 12 dic – Partiamo dalla fine della storia. Lo stand di Passaggio al Bosco alla fiera Più Libri Più Liberi è stato il “più ricercato tra i 604 presenti”. Nonostante il ridicolo tentativo di boicottaggio dell’armata Brancaleone antifascista. “Senza dubbio, vista l’esposizione mediatica, il nostro stand è stato tra i più visitati della fiera. Una vera e propria folla, ininterrottamente, ha popolato il nostro spazio per portarci un saluto, esprimerci solidarietà e comprare dei libri”, ha commentato l’editore Marco Scatarzi. Aggiungendo: “Molti, come riportato anche dai giornali, sono venuti appositamente. Volevano dare una risposta chiara e netta ai censori del pensiero unico, mostrando il loro sostegno diretto al nostro progetto”.
Tra i firmatari dell’appello contro la presenza di Passaggio al Bosco a Più Libri Più Liberi, oltre agli intellettuali che hanno fatto dell’antifascismo la loro fonte di reddito principale, troviamo pure Ilaria Cucchi, sorella del povero Stefano e senatrice di sinistra.

Per la sottoscritta, è stata una grande sorpresa, ricordando il suo recente passato chiaramente libertario.
La Cucchi ospite al palazzo di CasaPound
“Era un momento differente”, avrebbe commentato la grillina Paola Taverna. Sì, era proprio un momento differente quello in cui Ilaria Cucchi era stata ospitata nel palazzo di CasaPound durante una conferenza sulla giustizia nell’ottobre del 2010. “Grazie per questo invito”, aveva esordito la Cucchi, la quale aveva da poco pubblicato un libro sulla straziante storia del fratello Stefano. Un libro che, se fosse stato pubblicato oggi da una casa editrice non omologata all’egemonia dell’industria culturale di sinistra, sarebbe stato probabilmente censurato e boicottato.

CasaPound le aveva coraggiosamente dato lo spazio che le serviva a quel tempo, un anno dopo l’omicidio di Stefano. Ovvero quando la sinistra preferiva ancora tacere sulla vicenda. Poi la svolta politica. Nel 2013, viene candidata in Parlamento da Rivoluzione Civile, guidata dal magistrato Antonio Ingroia, non venendo però eletta perché la lista non aveva superato la soglia di sbarramento. La Cucchi ci ha poi riprovato nel 2022 come indipendente della lista Alleanza Verdi e Sinistra, ottenendo questa volta la poltrona in Senato.
Dalla conferenza allo sgombero
Quindi, non può ulteriormente stupire, che la senatrice Cucchi, affiancata da altri colleghi di sinistra, abbia chiesto l’urgente sgombero del palazzo di CasaPound in un’interrogazione riguardante il disegno di legge sulla sicurezza nel novembre del 2024.

Solo un anno prima, la Cucchi si era spesa pubblicamente per protestare contro l’annunciato sgombero dello Spin Time Labs, palazzone di proprietà di un privato occupato dall’estrema sinistra, perché da lei ritenuto una “realtà fondamentale per la città di Roma”. “Ch’assolver non si può chi non si pente, né pentere e volere insieme puossi, per la contradizion che nol consente”, scriveva Dante nella Divina Commedia. A Più Libri Più Liberi, “un editore fascista non ci deve stare”. Ma la senatrice non aveva rifiutato l’invito di CasaPound. Anzi aveva ringraziato il movimento per lo spazio che le era stato concesso.
Francesca Totolo