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La sostituzione etnica nelle scuole italiane: in vent’anni, gli studenti stranieri sono aumentati del 281 per cento

by Francesca Totolo
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Scuole

Roma, 4 dic – Per meglio comprendere la concretizzazione della sostituzione etnica in Italia, è necessario analizzare l’attuale popolazione scolastica. Il documento dell’Ufficio di statistica, pubblicato dal ministero dell’Istruzione nell’agosto del 2024, documenta che gli studenti stranieri sono passati dai quasi 240mila dell’anno scolastico 2002-2003 ai 915mila del 2022-2023, un aumento del 281 per cento in soli vent’anni. Ciò è avvenuto mentre gli studenti con cittadinanza italiana (italiani e stranieri naturalizzati) passavano da 8,5 milioni a 7,2 milioni con una diminuzione del 15 per cento.

Nell’anno scolastico 2022-2023 rispetto al 1995-1996, gli alunni stranieri nelle scuole dell’infanzia sono aumentati del 1.510 per cento, del 1.275 cento nelle primarie, del 2.078 per cento nelle secondarie di primo grado e addirittura del 3.700 per cento nelle secondarie di secondo grado. In nemmeno trent’anni, si è passati da una scuola etnicamente omogenea a una scuola multietnica con tutte le problematiche del caso.

L’incidenza degli studenti stranieri nelle scuole italiane

Nell’anno scolastico 2022-2023, a livello nazionale, gli studenti stranieri rappresentavano l’11,2 per cento del totale della popolazione scolastica. La maggiore concentrazione si trovava nelle regioni settentrionali (65,2 per cento), a seguire nelle regioni del centro (23,3 per cento) e infine nel Mezzogiorno (11,5 per cento). In rapporto alla popolazione scolastica totale, l’Emilia-Romagna registrava il valore più elevato di studenti stranieri con il 18,4 per cento, seguita dalla Lombardia con il 17,1 per cento, al terzo posto si collocava la Liguria con il 15,8 per cento.

Dopo un solo anno, gli studenti stranieri sono passati da quasi 915mila a 931mila con un tasso di abbandono scolastico degli alunni stranieri è 3 volte superiore rispetto a quello degli italiani. Metà degli studenti stranieri appartiene a cinque principali cittadinanze: romena, albanese, marocchina, cinese ed egiziana. Una così alta percentuale di studenti stranieri comporta una serie di problematiche. Tra queste, il ritardo scolastico che, per gli stranieri, si attesta al 26,4 per cento (con un picco del 48,0 per cento alle superiori), una percentuale molto più alta rispetto agli italiani che è del 7,9 per cento, con punta del 16,0% alle superiori. È necessario ricordare a questo punto che ben due terzi degli studenti stranieri sono nati in Italia e anche loro hanno difficoltà con la lingua italiana.

Sostituzione etnica, le scuole dove la componente straniera sta diventando maggioritaria

Ci sono scuole italiane dove gli studenti italiani stanno venendo velocemente sostituiti da quelli stranieri. A Monfalcone il 46,9 per cento degli alunni non è italiano, il 38,3 per cento a Pioltello, il 33,3 per cento a Cinisello Balsamo, il 29,8 per cento a Romano di Lombardia e il 29,4 per cento a Prato.

In 1.071 scuole dell’infanzia e in 675 primarie, gli stranieri hanno superato il 40 per cento del totale degli studenti mentre, in 1.041 scuole dell’infanzia e in 802 primarie, la componente straniera si attesta tra il 30 per cento e il 40 per cento. Nello specifico, le regioni che contano più scuole con oltre il 40 per cento di studenti stranieri sono l’Emilia-Romagna (l’8,4 per cento), la Lombardia (7,4 per cento) e la Liguria (6,8 per cento).

Le scuole di Milano rappresentano il futuro prossimo dell’Italia

Esistono già scuole dove la componente straniera ha superato quella italiana. Nel quartiere multietnico San Siro di Milano, il 100 per cento degli alunni della primaria Radice è straniero. Sono quasi tutti bambini nati in Italia da famiglie di origine egiziana, romena e sudamericana. “La nostra scuola ha il 62,5 per cento di studenti stranieri distribuiti in modo diverso nei plessi: si va dal 50 fino all’80 per cento”, ha raccontato Francesco Muraro, dirigente dell’istituto comprensivo Cappelli. Nel Municipio 2, all’istituto comprensivo Perasso, gli studenti stranieri toccano il 70 per cento alla primaria. “Abbiamo anche progetti di educazione civica: quest’anno entrerà a scuola un imam per un percorso di confronto interculturale”, ha dichiarato Annamaria Borando, preside dell’istituto tecnico e professionale Galilei-Luxemburg dove il 45 per cento degli studenti ha bisogni educativi speciali.

Altri casi limite

A Mestre, al primo anno della scuola primaria “Cesare Battisti”, solo 1 su 61 studenti iscritti all’anno scolastico 2025-2026 è italiano. Nel plesso scolastico “Casaroli” di Castelsangiovanni, quasi la metà degli alunni, il 45% per l’esattezza, ha genitori stranieri. Alla scuola media statale Giacomo Zanella di Padova, quest’anno, tutte le classi prime presentano una maggioranza di alunni figli di immigrati rispetto agli italiani, esattamente il 63 per cento: “Si tratta per lo più di ragazzi nati e cresciuti in Italia ma che in famiglia parlano raramente la lingua italiana”.

A Brescia dove il 35 per cento dei nuovi nati è straniero, il rapporto del Comune documenta che il 51,47 per cento dei bambini delle scuole dell’infanzia nella zona centro non è italiano, il 51 per cento nella zona sud e il 49 per cento nella zona ovest.

Francesca Totolo

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