Mamadou_Kamara
Mamadou Kamara, arrivato dalla Costa d’Avorio per massacrare la coppia di anziani di Palagonia

Palagonia (CT), 2 set – Nuovi agghiaccianti particolari emergono dalle analisi della polizia scientifica e dall’autopsia sui corpi delle povere vittime di Palagonia, trucidate nella notte tra il 29 e il 30 agosto nella loro villetta in cui trascorrevano gli anni della pensione dopo una vita di lavoro in Germania.

Prima di tutto, per ammazzare Vincenzo Solano, 68 anni, morto dissanguato per le ferite alla gola, sarebbero stati utilizzati almeno un cacciavite e una grossa pinza o una tenaglia, inoltre numerosi indizi lasciano pensare alla presenza di più di una persona, oltre all’immigrato ivoriano Mamadou Kamara, 18 anni, ospite del Cara di Mineo, il mega-centro di accoglienza per richiedenti asilo sulla cui pericolosità sociale perfino alcuni campioni del buonismo immigratorio sembrano – solo ora – essersi svegliati dal letargo.

Invece, sul corpo della moglie, Mercedes Ibanez, 70 anni, sarebbero stati riscontrati segni compatibili con una feroce colluttazione, segno che la donna avrebbe tentato di reagire a quello che appare un tentativo di rapina finito in tragedia, e che non sarebbe precipitata dal balcone nel tentativo di fuggire ma sarebbe stata scaraventata di sotto di proposito da assassini tanto spietati quanto evidentemente improvvisati e stupidi.

Quello che – dopo la fine atroce dell’anziana coppia – lascia letteralmente esterrefatti e sconvolti è però un’altra incredibile evidenza che si fa strada: sebbene sia necessario attendere gli esiti degli esami istologici su campioni di tessuto di Mercedes Ibanez, i primi esami sul corpo evidenziano che la donna potrebbe essere stata stuprata prima di essere uccisa.

Vincenzo+Mercedes
Le vittime – Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez

Il 18enne Kamara, eventualmente con altri complici, non si sarebbe quindi fatto scrupoli di abusare sessualmente di una signora 70enne, mentre il marito giaceva sgozzato a pochi metri. Tanto che nel giardino è stato ritrovato un paio di mutande insanguinate, abbandonate dal mostro arrivato dalla Costa d’Avorio, o da suoi complici, per evitare di farsele trovare addosso in seguito.

Espediente tanto ingenuo quanto assurdo alla luce del fatto che Mamadou Kamara, al momento del fermo, indossava camicia, pantaloni e pantofole appartenenti a Vincenzo Solano, mentre nel borsone, oltre alla misera refurtiva, aveva gettato indumenti propri con tracce di sangue. Il che la dice lunga non solo sull’efferatezza ma anche sul quoziente intellettivo del mostro di Palagonia.

Francesco Meneguzzo

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