
A Damasco come a Seidnaya, passando per Maloula, i leoni siriani sono tutti così, a loro la morte non fa paura. È questione irrilevante di fronte al male che minaccia la loro terra. “Non emigrate, qua c’è bisogno di voi”, dice il patriarca melchita di Damasco, Gregorios III Laham, ai giovani partecipanti alla cerimonia di apertura della Conferenza Internazionale della Gioventù. Un appello a cui fa eco il monito del Gran Muftì di Siria, Ahmad Badr-Aldeed Hassoun: “Chiedo a voi studenti provenienti da tutto il mondo di avere coraggio e diffondere la verità oscurata dai media internazionali”. Ma più delle voci possono i volti. Più delle parole può la strada. E questi sono i volti e le strade che dalla Valle del Bekaa libanese agli avamposti dell’esercito siriano che proteggono Damasco, dal Monte Qassioun alle aride pianure più a sud, ci chiedono di raccontare quello che abbiamo visto con i nostri occhi. In Siria.
Dai nostri inviati in Siria, Guido Bruno ed Eugenio Palazzini
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