
In realtà il progetto di legge sulla famiglia è molto più articolato e complesso in quanto tocca tanti aspetti della vita dei componenti il nucleo familiare ed in particolare della donna. Si parla infatti di lavoro proponendo di estendere l’obbligo di avere il 40 % delle donne nei consigli di amministrazione anche alle aziende con più di 250 dipendenti oltre che a quelle pubbliche. Sul fronte politico si prevedeva l’inasprimento delle sanzioni per i partiti che non rispettano le quote rosa. Ma la nota di contestazione è quella che riguardava tutte le misure inerenti la maggiore facilità di abortire, e la nuova riforma sulla famiglia che che permetterebbe alle donne sole e alle coppie lesbiche di accedere alla fecondazione assistita o di ricorrere alla “gestazione per altri” o, ancora, il programma già avviato in 600 scuole francesi in via sperimentale per insegnare nelle scuole la “teoria di genere” secondo la quale la differenza maschio/femmina si ridurrebbe ad una costruzione storica e sociale imposta negli anni passati. Questi aspetti della legge quindi sono stati il “casus belli” che ha scatenato le proteste di piazza portando per le strade migliaia di persone fatto di famiglie, coppie di pensionati, alcuni religiosi, anche fedeli musulmani, solidali ai valori tradizionali della famiglia.
Sul fronte dei governativi si parla di rinvio per una migliore e più serena discussione su un tema caldo e importante. Probabilmente si aspettano tempi più propizi per ripresentare un progetto di legge simile; magari attendendo che si spenga anche il polverone alzato dai recenti fatti scandalistici del Presidente Hollande al fine di ritrovare una maggiore calma e riacquisire un minimo di consenso che da parecchi mesi sembra ormai perduto.
Francesco Amato
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[…] e relativista che è fortemente appoggiata ed espressione dalle logge massoniche. (Vedi: “Manif pour tous vince la prima battaglia”). Il paradosso sta nel fatto che il paese considerato il baluardo contro questa tendenza ideologica […]