
Solita trovata di Berlusconi, che la differenza fra Mediaset e l’Italia ha sempre faticato a capirla? Macché, si tratterebbe della candidata proposta dalla leader di Fdi, Giorgia Meloni, per la corsa al Campidoglio. Che la cosa vada in porto è in realtà assai difficile (anche se ormai non ci stupiamo di nulla), ma in una politica sempre più mediatica anche le boutade dovrebbero rimanere entro i limiti della decenza. Rita Dalla Chiesa sarà probabilmente una brava persona, intendiamoci. Di lei ricordiamo i natali illustri e una lunga carriera televisiva nella quale si è distinta per lo più per banalità assortite. Francamente un po’ pochino per amministrare la città più complicata d’Italia, dove il politico Alemanno ha fatto disastri e il chirurgo Marino ha combinato un’ecatombe.
Che per questo ruolo – peraltro, appunto, a fronte di un’esperienza uscente di centrosinistra che spiana la strada alla concorrenza – non si trovi di meglio del solito volto televisivo che piace alle casalinghe è davvero deprimente. Ma si tratta di un effetto, non certo della causa della crisi del centrodestra. Uno schieramento bloccato per assenza di leadership, dato che chi avrebbe dovuto spingere sull’acceleratore e definire le gerarchie interne, forte del suo vento in poppa, sul più bello si è misteriosamente fermato, decidendo di mettersi a tavolino con un Berlusconi senile, debole, confusionario, macchiettistico. Il risultato sono uscite come questa. Ovvero: prove tecniche per perdere di nuovo.
Giorgio Nigra