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Real estate mogul Donald Trump announces his bid for the presidency in the 2016 presidential race during an event at the Trump Tower on the Fifth Avenue in New York City on June 16, 2015. Trump, one of America's most flamboyant and outspoken billionaires, threw his hat into the race Tuesday for the White House, promising to make America great again. The 69-year-old long-shot candidate ridiculed the country's current crop of politicians and vowed to take on the growing might of China in a speech launching his run for the presidency in 2016. "I am officially running for president of the United States and we are going to make our country great again," he said from a podium bedecked in US flags at Trump Tower on New York's Fifth Avenue. The tycoon strode onto the stage after sailing down an escalator to the strains of "Rockin' In The Free World" by Canadian singer Neil Young after being introduced by daughter Ivanka. His announcement follows years of speculation that the man known to millions as the bouffant-haired host of American reality TV game show "The Apprentice" would one day enter politics. Trump identifies himself as a Republican, and has supported Republican candidates in the past. But in his announcement speech he did not explicitly say if he was running for the party's nomination or as an independent.AFP PHOTO/ KENA BETANCUR        (Photo credit should read KENA BETANCUR/AFP/Getty Images)

Roma, 9 feb – Jeb Bush? Ha speso tanto per essere ultimo. Ted Cruz? È una fighetta. Parole e musica di Donald Trump, che dopo la brutta sorpresa ai caucus in Iowa, ora sta distribuendo fendenti a destra e a manca per recuperare il terreno perso. La partita stavolta si sposta nel New Hampshire, le cui primarie dovrebbero segnare una riscossa per il discusso miliardario conservatore tra i repubblicani e la consacrazione di Bernie Sanders nell’opposto fronte democratico.

L’assenza di un voto consistente fortemente marcato in senso religioso dovrebbe frenare l’exploit del fondamentalista Ted Cruz, vera sorpresa del primo turno. Risalgonon quindi le quotazioni di Marco Rubio come unico anti-Trump. L’outsider conservatore, tuttavia, è un osso duro. In New Hampshire ha difeso il waterboarding, la tattica di tortura usata dall’esercito americano per interrogare i terroristi (o i presunti tali, ovviamente). Non così Cruz, che ha invece, sorprendentemente, bocciato la pratica. Per Trump è stato facile solleticare gli istinti più beceri dell’America reazionaria e impaurita dal nuovo terrorismo: “Farò molto di peggio del waterbording contro i terroristi”, ha detto durante un comizio. E poi: ”Mi ha stupito che il senatore fosse contrario al waterboarding”. Ma è stato interrotto da una donna del pubblico, che ha urlato: “He’s a pussy!”. Cioè, sostanzialmente, una fighetta, un cacasotto. Da qui è partito lo show di Trump, che ha finto indignazione: ”Ma, signora, non si dicono queste cose, è una frase terribile. La ripeto? Ha detto ‘He’s a pussy”’. Delirio di risate e apòlausi in platea. Trump ha concluso ridacchiando: ”Ma che razza di gente mi segue…”.

E a Jeb Bush, che lo ha definito ”perdente” e “piagnone”, ha replicato: “È patetico, ha speso 100 milioni nella campagna elettoraleper essere in fondo ai sondaggi”. In campo democratico, invece, Sanders è davanti alla Clinton con un margine tra i 16 e i 26 punti. Nello staff della candidata c’è stato un piccolo terremoto: la vittoria di misura in Iowa ha creato dei malumori, la Clinton se l’è presa con la sua squadra e alla fine è stato calato il jolly Madeleine Albright, l’ex-segretario di stato di Bill Clinton, che si è rivolta alle donne dicendo di “fidarsi di Hillary”. E se lo dice lei…

Roberto Derta

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1 commento

  1. Hollywood tanto e solo propaganda
    per tutti alla fine sale qualcuno che s inventa un nemico e inizia un altra guerra con altri pretesti ormai lo sanno tutti tranne gli americani

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