Home » Casco di sicurezza da cantiere: come funziona e perché è indispensabile

Casco di sicurezza da cantiere: come funziona e perché è indispensabile

by La Redazione
0 commento

Garantire la protezione della testa durante le attività in cantiere è una priorità assoluta. Lavorare in ambienti caratterizzati da movimentazione di materiali, utilizzo di macchinari e presenza di superfici sopraelevate, infatti, espone i professionisti a rischi costanti.

Il casco di sicurezza nasce proprio per ridurre l’impatto di oggetti in caduta, urti accidentali e potenziali schiacciamenti. Conoscere come funziona, da quali elementi è composto e quali normative regolano il suo utilizzo è fondamentale per scegliere un dispositivo efficace e utilizzarlo in modo corretto.

Perché il casco di sicurezza è fondamentale in cantiere

In ambito edile, il rischio di lesioni alla testa è tra i più elevati. Materiali che cadono dall’alto, spazi angusti, attrezzature movimentate in quota e urti contro strutture metalliche rappresentano pericoli quotidiani.

Il casco di sicurezza cantiere ha la funzione di assorbire e distribuire l’energia derivante da un impatto, riducendo significativamente la possibilità di danni. Non si tratta solo di un obbligo normativo: è un dispositivo essenziale per garantire condizioni di lavoro sicure e prevenire incidenti potenzialmente fatali.

Com’è fatto un casco da cantiere e come funziona

Un casco da cantiere è composto da diversi elementi che lavorano insieme per proteggere la testa. In particolare:

  • Calotta esterna: la parte rigida che assorbe gli urti e resiste alla perforazione.
  • Bardatura interna: una struttura regolabile che crea distanza tra testa e calotta, formando una zona di sicurezza che disperde l’energia in caso di impatto.
  • Sottogola (nei modelli predisposti): utile per mantenere il casco stabile durante i lavori in quota o in situazioni che richiedono un’elevata tenuta.

Il funzionamento dell’intero dispositivo si basa sulla capacità della calotta di deformarsi in modo controllato e della bardatura di assorbire e distribuire l’energia, impedendo che venga trasmessa direttamente al cranio.

I materiali più utilizzati e le loro caratteristiche

I caschi da cantiere sono realizzati in materiali diversi, ciascuno con peculiarità specifiche. Tra i più comuni:

  • ABS: leggero, resistente e adatto all’utilizzo quotidiano grazie al buon equilibrio tra robustezza e comfort.
  • Polietilene ad alta densità (HDPE): offre una resistenza superiore agli urti e alla deformazione, ideale per contesti più impegnativi.
  • Materiali compositi: combinano leggerezza e grande robustezza, risultando particolarmente indicati per applicazioni professionali di livello avanzato.

Le tipologie di caschi da cantiere e le rispettive applicazioni

Naturalmente, esistono diverse tipologie di caschi progettate per esigenze operative specifiche. Tra le principali, possiamo ricordare:

  • Caschi ventilati: indicati per ambienti caldi o per turni prolungati, grazie alla migliore traspirabilità.
  • Caschi per lavori in quota: dotati di sottogola e design ergonomico per garantire stabilità anche durante i movimenti più dinamici.
  • Caschi elettrici: conformi a requisiti aggiuntivi per proteggere dai rischi elettrici.
  • Caschi predisposti per accessori: compatibili con visiere, cuffie antirumore, lampade frontali e altri dispositivi utili in cantieri complessi.

Certificazioni e normative da conoscere prima dell’acquisto

Il riferimento principale per i caschi da cantiere è la norma EN 397, che definisce requisiti minimi di resistenza, stabilità, assorbimento degli urti e protezione dalla perforazione.

Le marcature riportate sulla calotta indicano caratteristiche aggiuntive, come resistenza a temperature estreme, elettricità o spruzzi di metallo fuso. Verificare la conformità normativa è fondamentale per garantire un livello di protezione adeguato.

Quando sostituire il casco e come garantirne una lunga durata

Anche il miglior casco ha una durata limitata. Deve essere sostituito in caso di urti significativi, segni di deterioramento o dopo il periodo indicato dal produttore. Una corretta manutenzione – che include pulizia regolare, conservazione lontano da fonti di calore e controlli periodici – prolunga, infine, la vita del dispositivo e assicura prestazioni ottimali.

You may also like

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati