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Ecco i dati che confermano l’emergenza criminalità straniera: l’Italia sta rivivendo le Marocchinate

by Francesca Totolo
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Criminalità

Roma, 19 feb – Come in Francia e nel Regno Unito, l’Italia è ostaggio della criminalità straniera. I dati del Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale non lasciano spazio a interpretazioni fiabesche di una certa parte politica. Le seguenti statistiche rispecchiano perfettamente la popolazione carceraria in Italia. Nel 2024, quasi una violenza sessuale su due è stata commessa dal 9 per cento della popolazione residente in Italia, gli stranieri. Quindi, questi ultimi hanno una propensione a questo tipo di reato superiore di 8 volte rispetto a quella degli italiani.

La percentuale degli arrestati/denunciati per violenza sessuale sale però a oltre il 50 per cento se si considerano i minori stranieri.

Il monopolio straniero dello sfruttamento della prostituzione in Italia

Gli arresti e le denunce per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione hanno riguardato stranieri nel 65 per cento dei casi. Ormai è noto che il mercato delle schiave sessuali sia quasi interamente gestito dalla mafia nigeriana e da quella albanese. La prima seleziona le ragazze direttamente nel Paese d’origine per poi farle arrivare in Italia attraverso la rotta migratoria che passa dal Nordafrica. Una volta giunte in Italia, le vittime rimangono imprigionate sotto la minaccia delle cosiddette maman.

Gli stranieri hanno pure altissime propensioni ad altri tipi di reato contro le persone: come per atti sessuali con minorenni, dove la propensione è 5 volte superiore a quella degli italiani, per l’omicidio preterintenzionale e il tentato omicidio, rispettivamente 8 volte superiore e 6 volte superiore, la stessa incidenza del sequestro di persona. Per quanto riguarda i minori, il 47,3 per cento dei tentati omicidi è commesso da stranieri, il 40 per cento degli omicidi volontari e il 55,6 per cento dei sequestri di persona.

Rapine e furti, ormai i reati predatori sono quasi un’esclusiva degli stranieri

Nel 2024, il 52 per cento degli arrestati/denunciati per rapina, il 48 per cento degli arrestati/denunciati per furto e per ricettazione erano stranieri. Una criminalità predatoria che ormai tiene in ostaggio la stragrande maggioranza delle città italiane.

La situazione è ancora più drammatica se si considerano i dati dei minori: quasi il 60 per cento delle rapine e dei furti ha riguardato stranieri. Quindi, tali soggetti hanno una propensione alla rapina e al furto 14 volte superiore rispetto a quella dei coetanei italiani.

Mentre la sinistra giustifica la criminalità straniera, parlando di disagio socioeconomico degli immigrati, e ancora utilizza l’arma progressista dell’antirazzismo per censurare tale emergenza, i numeri confermano che gli algerini hanno una propensione al crimine 17 volte superiore rispetto a quella degli italiani, seguiti dai tunisini con una propensione 15 volte superiore, dai nigeriani con una propensione 10 volte superiore e dai marocchini con una propensione 8 volte superiore. L’Italia sta rivivendo le Marocchinate, censurate dalla sinistra come avvenne per quelle del 1944.

Francesca Totolo

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