Roma, 18 feb – Dopo l’omicidio del 23enne Quentin Deranque a Lione perpetrato da un branco di antifascisti vicini al partito La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, si è scatenato un acceso dibattito politico in Francia. Come testimoniato da un sondaggio pubblicato su Le Figaro, il 94 per cento degli intervistati considera “terroristi” i gruppi di sinistra. D’altronde, le immagini del pestaggio a morte di Quentin svelano la vera cifra dell’antifascismo: un ragazzo solo contro un feroce branco, il quale si accanisce con violenza anche quando la vittima è già stesa a terra esanime. Tale immagini riportano alla memoria l’assassinio del 18enne Sergio Ramelli, ucciso sotto casa a colpi di chiavi inglesi, le famigerate Hazet 36, dai militanti di Avanguardia Operaia.
Gli autori del pestaggio di Quentin vicini a La France Insoumise
Jean-Luc Mélenchon ha cercato subito di prendere le distanze dall’omicidio di Quentin, nonostante uno degli arrestati per quel pestaggio sia Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare di Raphaël Arnault. Quest’ultimo è stato anche il fondatore della Jeune Garde Antifasciste, movimento antifascista sciolto dal governo francese la scorsa estate perché accusato di “incitamento ad atti violenti contro individui” che ha provocato conseguenze.

Lo stesso Arnault, che vanta diversi legami con l’antagonismo italiano, è stato condannato per “violenza di gruppo” nel febbraio del 2022. Peraltro, i militanti della Jeune Garde si sarebbero trovati a Lione il giorno del pestaggio a morte di Quentin come servizio d’ordine dell’europarlamentare Rima Hassan, in città per una conferenza presso l’Università Sciences Po Lyon. Già nel maggio del 2024, otto militanti di quel movimento antifascista erano stati accusati di aver picchiato un ragazzo di 15 anni a Parigi: anche quel giorno la Hassan stava partecipando a una conferenza presso un ateneo, l’Università di Parigi-Dauphine.

Il leader de La France Insoumise si è subito difeso parlando delle violenze in Francia commesse dai movimenti della destra radicale. A tal proposito, è fondamentale riportare i dati del rapporto Europol 2025 sul terrorismo nell’Unione europea.
Sinistra e anarchici autori del 91 per cento degli attentati terroristici di matrice politica
L’ultimo rapporto dell’Europol sugli attentati terroristici svela che sinistra e anarchici sono responsabili del 91 per cento degli attentati di natura politica, ben 71 su 78, dal 2022 al 2024.

Dei 7 attentati commessi da movimenti riconducibili alla destra, due sono andati a segno mentre, tra quelli riconducibili alla sinistra e all’area anarchica, 53 sono stati portati a termine. L’unico attentato in Italia, inserito da Europol come terrorismo di destra, è avvenuto nella notte del 18 marzo 2024, a Montello, in provincia di Vicenza: un uomo aveva tentato di appiccare un incendio all’ingresso di un centro islamico. L’individuo però non era militante di alcun movimento della destra radicale.
“I gruppi terroristici di sinistra cercano di innescare una rivoluzione violenta contro il sistema politico, sociale ed economico di uno Stato, al fine di instaurare il socialismo e, in ultima analisi, una società comunista e senza classi”, scrive Europol. L’Italia è il Paese più flagellato dagli attentati perpetrati da movimenti antagonisti e anarchici dal 2022 al 2024, ben 60.
Nonostante il 91 per cento degli attentati, gli antagonisti e gli anarchici arrestati sono il 34 per cento del totale
L’ultimo rapporto dell’Europol sugli attentati terroristici mette nero su bianco pure l’impunità di cui godono gli antagonisti e gli anarchici in Europa. Sebbene questi abbiano commesso il 91 per cento degli attentati, gli arrestati sono stati il 34 per cento del totale degli arrestati per terrorismo di natura politica.

Sui 7 attentati riconducibili ai movimenti di destra, 118 sono stati gli arrestati. Sui 71 attentati riconducibili alla sinistra e all’area anarchica, gli arresti sono stati 61. La sproporzione tra attentati e arrestati svela che gli antifascisti sono ben coccolati non solo in Italia ma in tutta Europa.
Francesca Totolo