
Si tratta, peraltro, di un omaggio non all’islam, ma a una sua versione particolarmente letterale, tant’è che alcune autorità musulmane locali si sono dette contrarie. Il gran muftì del Paese, Ibrahim Abu Mohamed, stringe la mano alle donne e dichiara di non comprendere perché gli studenti non possano fare altrettanto. Kuranda Seyit, ex segretario del Consiglio islamico di Victoria, ha dichiarato che gli studenti prendono questo regolamento troppo a cuore. Si tratta quindi, come al solito, del consueto eccesso di zelo, peraltro da parte di chi, per altri versi, porta avanti politiche femministe esasperate, ma poi finisce per avallare una pratica che vede la donna come essere impuro che non può neanche essere toccato. Le solite contraddizioni del politicamente corretto.
Roberto Derta