
L’ennesima revisione al ribasso, questa volta da parte dell’istituto di cui l’attuale ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è stato dirigente fino al 2005, segna un quasi punto di non ritorno. A riconoscerlo è lo stesso Matteo Renzi, ammettendo che sarà molto difficile centrare l’obiettivo incluso nel Def (la ex finanziaria) che puntava ad un ottimistico +0.8% nel 2014.
«Che la crescita sia 0,4 o 0,8 o 1,5% non cambia niente dal punto di vista della vita quotidiana delle persone», ha affermato il premier in un’intervista concessa ad Alan Friedman. Una non-verità, dato che in assenza di crescita vengono a non concretizzarsi le entrate previste, dovendo così ricorrere a ulteriori tagli o allo’inasprimento di tasse e accise per garantire le coperture necessarie alle diverse misure fin qui adottate. Bonus da 80 euro compreso, che già fondava la propria esistenza su una mera partita di giro nelle tasche dei cittadini.
Filippo Burla