
Il conduttore “infedele” non perde occasione per fare professione di anti-italianità. Nell’articolo in questione si fa moralizzatore, senza un preciso parere sulla vicende a due ruote, “personalmente non ho un’opinione sul caso”, per poi rifilare la stoccata finale ai due fucilieri di marina italiani, ingiustamente accusati di aver ucciso due pescatori indiani nel corso di una missione antipirateria.
La deriva, tanto cara a Mollica, sta nella faziosità dell’utilizzare il motomondiale come trampolino per colpire Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Se è pur vero che l’amor patrio è rimasto nei meandri cibernetici tra un tweet ed un mi piace su Facebook, la cupidigia dello sputo sul tricolore, a priori, è fede dei radical chic che maneggiano la realtà con guanti bianchi e il cuore borghese.
Lorenzo Cafarchio
1 commento
Gad Lerner è la conferma vivente della veridicità dei protocolli di sion