Roma, 10 giu – Quando un soggetto, anche politico, entra in uno stato di forte conflitto interiore perché il suo comportamento è in palese contraddizione con le idee che propugna si parla di dissonanza cognitiva. La psicologia sociale, per sua fortuna, non contempla però uno dei casi più eclatanti di dissonanza cognitiva. Ovvero quello delle forze della sinistra che tradisce regolarmente nei fatti ciò che afferma con le chiacchiere.
L’incompatibilità tra opinioni e fatti concreti
All’origine della dissonanza cognitiva, che teoricamente dovrebbe provocare disagio psichico, ma non negli esponenti progressisti che superano bellamente ogni incoerenza logica, c’è l’incompatibilità tra le opinioni e i fatti concreti. Solitamente la contraddizione tra idee e comportamento abbassa l’autostima, in quanto chi accusa la dissonanza ha la percezione precisa della propria incoerenza.
Nell’esponente medio di sinistra invece la bassezza morale ed il livello patologico di ipocrisia salvano dalla sofferenza psichica dovuta a comportamenti gravemente dissonanti. Si potrebbe individuare una sorta di difesa psichica che permette loro di ignorare la realtà e dipingersi come paladini degli oppressi, quando sono i rappresentanti degli oppressori. Molto più banalmente i sinistri globalisti fingono di proteggere i poveri per fare gli interessi di chi li sfrutta, perché non hanno regole morali, ma solo interessi economici.
Sinistra scolorita, immigrazione selvaggia e dissonanza cognitiva
Accaniti sostenitori dell’immigrazione selvaggia, dimenticano il concetto marxista esposto nel Capitale: l’Esercito industriale di riserva, che spinge al ribasso i salari quando ci sono lavoratori disposti a tutto per sopravvivere. La difesa dei diritti dei lavoratori, tematica centrale del pensiero socialista è disattesa dalle politiche liberiste della sinistra scolorita, che ha distrutto i diritti che doveva proteggere.
Dopo l’attacco terroristico di Modena l’ineffabile sindaco dem invece di interrogarsi sulla situazione dell’ordine pubblico della sua città e sul fallimento dell’inclusione, ha indetto la manifestazione “Uniti contro chi semina odio”. Non contro l’odio di un folle criminale che travolge degli innocenti, ma contro quello di chi vuole creare divisioni!
In questo caso parlare di dissonanza cognitiva è poco, questa è disonestà intellettuale intrisa di ipocrisia e falsità. Dopo il rogo dei braccianti pakistani nel cosentino assassinati da caporali anch’essi pakistani, il segretario nazionale della Cgil e quello del Pd hanno indetto una manifestazione contro il caporalato. I due leader hanno affermato che questo delitto è “Una vergogna che ci riguarda” in un impeto involontario di sincerità. Infatti, se vogliamo, la sinistra è la responsabile dell’immigrazione selvaggia e dello sfruttamento dei braccianti extracomunitari.
Le risposte alle ingiustizie sociali?
Complici delle aziende che trattano peggio degli animali esseri umani che spinti dalla fame e dalla disperazione lasciano la loro terra per essere forza lavoro a basso costo. Alle ingiustizie sociali la sinistra risponde con le manifestazioni e i gay pride. Con leggi peggiorative come la riforma dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, con la legge Fornero che ha rovinato migliaia di lavoratori.
La sinistra radical chic non ama i poveri, ne aumenta sistematicamente il numero quando governa, protegge solo i privilegi della grande capitale da cui dipende. Con una faccia tosta incredibile alterano la realtà riempendo di fandonie i creduloni che ancora si fidano di loro, sfuggendo la dissonanza cognitiva insieme all’onestà e alla correttezza.
Un caso da manuale di psichiatria. Infatti per evitare i sensi di colpa dovuti ai tradimenti non si devono avere regole morali, ma personalità disturbate. A Capalbio dove i ricchi di sinistra vanno a riposare dalle fatiche immaginarie un manipolo di immigrati non fu accettato, potevano guastare l’atmosfera elegante. Gli immigrati per loro natura poco presentabili: vanno stivati nelle periferie urbane, in mezzo ai poveri autoctoni, per non disturbare il senso estetico dei comunisti col rolex. E’ bello fare gli inclusivi con i clandestini degli altri.
Roberto Giacomelli