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Roma, 13 feb – Nuovi sviluppi sull’epidemia di coronavirus cinese che ieri ha ucciso altre 242 persone in un solo giorno, ieri, nella provincia dello Hubei, focolaio del contagio. Ma il picco di decessi rispetto al giorno precedente, spiegano le autorità di Pechino, si deve alla modifica dei parametri diagnostici. Il bilancio totale delle vittime nella provincia si è aggravato a 1.310, quello totale arriva a 1.350. I contagi sono 48.206. Sempre nella sola provincia dello Hubei i casi di guarigione sono 3.441. Le autorità sanitarie della provincia epicentro dell’epidemia hanno spiegato di aver modificato i criteri per confermare i casi di contagio, garantendo una maggiore discrezionalità ai medici nel decidere se un paziente è infetto. I nuovi conteggi includono i “clinicamente diagnosticati“, che “pesano” per 13.332 casi nella classificazione rivista.

La situazione in Italia

A Roma intanto sono stati dimessi dopo 14 giorni di quarantena i venti turisti cinesi ricoverati in via precauzionale allo Spallanzani perché facevano parte della comitiva della coppia di cinesi contagiati tuttora in ospedale. Il loro autobus era stato recuperato a Cassino. Nessuno di loro è risultato contagiato.

In Vietnam 10 mila abitanti in quarantena

Quarantena di 20 giorni per una comunità di 10 mila abitanti a Son Loi, in Vietnam. Le misure di prevenzione sono entrate in vigore oggi e, come ha spiegato il ministero della Salute vietnamita, seguono la segnalazione di cinque casi di contagio nella cittadina. Finora in totale in Vietnam sono 15 i casi conclamati di Covid-19, il nome assegnato al virus dall’Oms. Intanto è stato confermato un nuovo caso di coronavirus cinese in California. Secondo quanto reso noto dalle autorità sanitarie Usa si tratta di uno dei cittadini americani evacuati da Wuhan, in Cina, che si trova ora nella base dei marine Miramar nella contea di San Diego. E’ il 14 esimo caso di coronavirus negli Usa, l’ottavo in California.

Nave da crociera accolta in Cambogia

La nave da crociera Mv Westerdam è approdata in Cambogia dopo due settimane in mare perché respinta da Giappone, Taiwan, Guam, Filippine e Thailandia per paura del coronavirus. La sua destinazione originaria era Shanghai che è stata chiusa. La nave è ora ormeggiata nel porto cambogiano di Sihanoukville.

L’inferno della Diamond Princess

Non si placa l’epidemia a bordo della Diamond Princess. Altre 44 persone sulla nave in quarantena al largo di Yokohama, in Giappone, sono risultate positive ai test sul coronavirus. Il totale di persone che hanno contratto il virus a bordo della nave da crociera sale quindi a 174. Tuttavia l’operatore della nave, a bordo della quale ci sono 35 italiani, ancora tutti immuni, ha assicurato che la quarantena si concluderà il 19 febbraio.

Al via i test su farmaco antivirale

L’Ospedale dell’amicizia sino-giapponese ha annunciato di avere avviato i test clinici sul Remdesivir per verificarne l’efficacia contro il coronavirus. Ma intanto alcuni esperti hanno espresso il timore che l’epidemia sia molto più estesa di quanto suggeriscano i dati cinesi, in gran parte a causa di possibili difetti nei test. Esperti indipendenti affermano che molte decine di migliaia di residenti di Wuhan sono probabilmente infettati dal coronavirus, mentre il governo della città ne mette in conto meno di 20 mila. Secondo le stime dell’Imperial College di Londra solo una persona su 19 contagiata a Wuhan viene testata e confermata.

Cresce il timore di casi di contagio non diagnosticati e non trattati

La possibilità di un gran numero di casi di coronavirus non diagnosticati e quindi non trattati, secondo quanto rivela il Wsj, ha spinto numerosi medici ed epidemiologi a chiamare gli ospedali cinesi invitandoli ad utilizzare le scansioni del torace nelle diagnosi del nuovo virus, invece di fare affidamento sui test col tampone, che secondo gli esperti non sono in grado di individuare le infezioni nella parte inferiore del polmone.

Rimossi i capi del Pcc dello Hubei

La Cina ha rimosso dalla sua carica Jiang Chaoliang, il segretario del Partito comunista cinese (Pcc) dello Hubei. Jiang, ha riferito l’agenzia ufficiale Xinhua, sarà sostituito dal sindaco di Shanghai, Ying Yong. Nei giorni scorsi provvedimenti simili hanno colpito i membri del partito provinciali con incarichi nel settore sanitario. E Wang Zhonglin è il nuovo capo del Pcc di Wuhan. Wang sostituisce Ma Guoqiang che, a fine gennaio in un’intervista alla tv statale Cctv, aveva ammesso i ritardi nella scoperta del coronavirus.

Ludovica Colli

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