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Roma, 5 giu – Tante manifestazioni di solidarietà dal mondo della politica contro il sequestro preventivo e la minaccia di sgombero di CasaPound. Nella giornata di ieri, dopo aver sentito quelle di Colosimo (FdI) e Giannini (Lega) a cui si è successivamente unito Ignazio La Russa, è arrivata anche quella del senatore leghista William De Vecchis, che nel pomeriggio è giunto fisicamente davanti allo stabile di Via Napoleone III a Roma per esprimere con la propria presenza di parlamentare della Repubblica la propria contrarietà alla assoluta, evidente strumentalità di una operazione che sembra per altro congegnata per innescare tensione sociale, in una fase emergenziale del nostro Paese.

Parola chiave: dialogo

Per De Vecchis la parola chiave è «dialogo». E per questo invita «le istituzioni a intavolare un dialogo con questi ragazzi e con tutti i ragazzi che fanno politica al di fuori della struttura parlamentare. Perché solo nel dialogo possiamo trovare una soluzione pacifica per i problemi che attanagliano non solo la nostra società ma anche queste realtà, da destra a sinistra». Il senatore invita quindi il sindaco Raggi ad istituire «un tavolo, un tavolo permanente per trovare una soluzione. Io sono a disposizione come senatore, e invito tutti i senatori a non nascondersi nei palazzi ma affrontare le realtà. Roma ha bisogno di tranquillità sociale, mentale e culturale. Con le persone bisogna parlare, e sono convinto che in questo modo si possano trovare delle soluzioni». Come quella di trasformare «lo stabile in una struttura Ater e stipulare dei contratti con chi vi abita e riportare la legalità», proposta avanzata ache da Simone Di Stefano ieri durante l’incontro con i giornalisti.  

Uno sgombero non necessario

Lo sgombero di CasaPound è una priorità? «Non è assolutamente una priorità». Il senatore racconta della situazione di degrado estremo che tiene in scacco la zona dell’Esquilino ed è visibile a chiunque arrivi in zona con «gente ovunque che chiedeva l’elemosina, odore di urina a ogni angolo». Ma l’amministrazione Raggi non ritiene prioritaria la riqualificazione di tali situazioni, preferendo invece accanirsi su di uno stabile occupato da famiglie italiane che non ha mai dato problemi nel quartiere. «Roma ha bisogno di legalità, in tutti i sensi, ma soprattutto legalità sociale. Perché Roma è diventata pericolosa. Ultimamente si parla di rapine per dieci euro, perché la gente ha fame». Sicuramente questo non si risolve buttando in mezzo alla strada famiglie con anziani, disabili e bambini. La soluzione, ribadisce ancora De Vecchis, è il «dialogo. Magari sono distante dalle loro posizioni politiche, ma serve comunque dialogo».

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. Va bene tutto, ma se la finissimo di parlare di ragazzi… In guerra morivano uomini e non ragazzi (veri uomini in generale poco più che ventenni), nel dopoguerra lavoravano duro sempre ragazzi-veri adulti! Non coglioncelli tossici, da aperitivi, musica bingo-bongo e credenti di saper tutto e non pensare a niente! Vita stravolta, ragazzi in via di pensionamento diretto! Non dobbiamo accettare il termine “ragazzi”, assolutamente strumentale, ruffiano e fuori luogo.