Roma, 11 nov – L’Ocean Viking, con il suo “carico” di 230 migranti, è sbarcata nel porto militare di Tolone nel sud-est della Francia. Intanto, dopo le ingerenze degli scorsi giorni il governo francese continua a farci la morale, con il ministro agli Affari europei Laurence Boone che parla di una «rottura della fiducia» da parte dell’Italia.

Lo sbarco a Tolone dell’Ocean Viking

La nave della Ong Sos Mediterranee, Ocean Viking, è stata scortata questa mattina da imbarcazioni militari francesi e da un elicottero fino all’approdo a Tolone, avvenuto verso le ore 8:30. Quella di Tolone è una base navale militare, pertanto il luogo è rimasto inaccessibile anche ai giornalisti. Il ministro degli Interni francese, Gerald Darmarin, si è affrettato a dire che i migranti sono stati autorizzati a sbarcare solamente «a titolo eccezionale», motivato da un «dovere umanitario». Saranno sistemati «in una zona di attesa», ma, come sottolineato dal ministero, «non potranno uscire dal centro amministrativo in cui saranno sistemati, e non saranno tecnicamente su suolo francese». La Francia ha già annunciato che accoglierà solamente un terzo dei rifugiati aventi il diritto all’asilo, mentre i restanti verranno distribuiti in nove paesi europei (Germania, Lussemburgo, Bulgaria, Romania, Croazia, Lituania, Malta, Portogallo e Irlanda). Chi non riceverà l’asilo sarà allontanato e rimpatriato.

Boone: «C’è una rottura di fiducia»

Anche il ministro agli Affari europei Boone è intervenuto sulla questione e ha attaccato aspramente l’Italia: «C’è una rottura di fiducia perché c’è stata una decisione unilaterale che mette delle vite in pericolo e che non è conforme al diritto internazionale». Secondo la Boone, l’attuale governo italiano «non ha rispettato il Meccanismo europeo». Ha poi aggiunto maliziosamente: «I trattati si applicano oltre la vita di un governo». Il governo francese sembra volersi muovere su un doppio binario, utilizzando da una parte la pressione mediatico sul caso dell’Ocean Viking per bacchettare l’Italia e proporsi come soggetto responsabile, dall’altra adoperandola come casus belli per ridimensionare di fatto le proprie politiche migratorie ridiscutendo a proprio favore il meccanismo di ricollocamento europeo.

Michele Iozzino

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