Roma, 11 nov – Giorgia Meloni, finalmente, risponde ad Emmanuel Macron. Lo fa durante la conferenza stampa della presidenza del Consiglio dei ministri appena conclusa.

Meloni a Macron: “Francia e Germania non rispettano gli accordi”

Rispondendo a una domanda sul timore di “ritorsioni francesi”, il premier risponde: “Se si parla di ritorsioni, nel contesto delle dinamiche europee, evidentemente qualcosa non funziona”. Poi la Meloni risponde a Macron e alle dichiarazioni espresse dal suo governo negli ultimi, concitati giorni: “Sono rimasta molto colpita dalla reazione aggressiva del governo francese, che dal mio punto di vista è incomprensibile e ingiustificata”, aggiungendo poi che “la Ocean Viking è la prima nave di una Ong che abbia mai attraccato in Francia. Questo ha generato una reazione nei confronti dell’Italia che dall’inizio di quest’anno ha fatto entrare quasi 90mila migranti”.

Una risposta debole (ma vediamo che succede)

Deboluccia, oggettivamente, la risposta del premier, che nei toni e nelle dinamiche cerca dialogo e comprensione da chi non ha dimostrato alcuna intenzione in tal senso. La risposta per le rime, ovviamente, c’è. Ma è il minimo sindacale, vista la gravità delle affermazioni francesi. Ciò nonostante, la replica di Meloni a Macron può avere una sua logica diplomatica e strategica. Se sulla “forza” della risposta c’è poco da rilevare, molto di più c’è da valutare sul fronte del ragionamento. Il presidente del Consiglio l’ha messa, cruda, sulla convenienza. Ma non ha nemmeno messo sul piatto eventuali rischi che potrebbe comportare un isolamento reale dell’Italia sulla questione dell’immigrazione. Non ha espresso, in buona sostanza, carte contrattuali da giocare. Non ha detto, per dirla in termini semplici, cosa farebbe se si procedesse sul serio a un “boicottaggio migratorio” come quello paventato dall’Eliseo. In questo mondo – ma anche nei precedenti – se non si mettono in chiaro le risposte, pur eventuali, si viene fagocitati da chi, dall’altro lato, sa di non correre alcun rischio. Vedremo cosa accadrà.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. Sul fatto che gli altri non corrano rischi non sono del tutto d’accordo. Posto che la maggior parte dei migranti non vuole fermarsi in Italia, ma proseguire verso i paesi del “nord” Francia compresa, cosa succederebbe se gli dessimo al volo la cittadinanza italiana e glieli inviassimo direttamente con l’aereo o il TGV? Respingerebbero dei cittadini comunitari?
    Per inciso non sarei particolarmente felice se li mandassero in altri paesi, penso che non dovremmo farli entrare in Europa in generale.

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