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Roma, 9 set – Terza puntata sulla lunga storia d’amore tra esperti di vaccini e case farmaceutiche, dopo quella sui curriculum vitae degli esperti di vaccini e quella sui codici di trasparenza delle big pharma. Dal febbraio del 2020, due Comitati tecnici scientifici si sono susseguiti, il primo scelto dal governo Conte II e il secondo dal governo Draghi. Alcuni membri sono stati confermati, altri sono stati sostituiti dal capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso l’ordinanza del 17 marzo 2021.



Massimo Antonelli, lo “sperimentatore principale” di Pfizer

Del primo Comitato tecnico scientifico (Cts) faceva parte il professor Massimo Antonelli, direttore del Dipartimento emergenze, anestesiologia e rianimazione del Policlinico universitario Gemelli di Roma. Nel documento della Protezione civile “Dichiarazione di assenza di conflitto di interessi”, compilato e firmato dagli stessi membri del Cts, viene evidenziato che Antonelli è stato “sperimentatore principale” della Pfizer, nel 2019 e nel 2020, ovvero l’anno in cui l’azienda farmaceutica ha sviluppato il vaccino anti Covid-19.

La dichiarazione è stata firmata da Massimo Antonelli il 24 settembre 2020 e, come lui stesso asserisce, era “attualmente” sperimentatore principale della Pfizer. All’epoca, il vaccino della casa farmaceutica era già entrato nella fase 2/3 di studio. All’inizio di settembre, peraltro, la Commissione europea aveva già concluso un preaccordo con Pfizer per l’acquisto di 200 milioni di dosi, da dividere tra i Paesi membri in base alla popolazione. La collaborazione di Massimo Antonelli con la Pfizer non si esaurisce qui: sebbene non ci sia traccia nella “Dichiarazione di assenza di conflitto di interessi”, il professore è stato anche consulente della casa farmaceutica nel 2017 e nel 2018, ricevendo come corrispettivo economico totale (tra consulenze, viaggi e ospitalità, e contributi per eventi) quasi 7mila euro, come indicato nei codici di trasparenza di Pfizer Italia.

Gli appelli alla vaccinazione di Massimo Antonelli

Nell’aprile del 2021, in un intervento televisivo, il professor Antonelli aveva raccontato la sua esperienza quando aveva contratto il virus: “I vaccini anti-Covid funzionano: io mi sono vaccinato con il farmaco di Pfizer- Biontech a gennaio, 15 giorni fa a un controllo ho scoperto di essere positivo. Grazie al vaccino nel giro di una settimana, mi sono negativizzato, non ho contagiato nessuno e non ho avuto sintomi”. Ci chiediamo come Antonelli potesse essere così sicuro del fatto di non aver contagiato nessuno, una pesante inesattezza perché potrebbe aver spinto diverse persone vaccinate a comportamenti decisamente irresponsabili. Ciò è ancora più grave perché tale affermazione è stata fatta da una figura autorevole, un professore e un ex membro del Comitato tecnico scientifico. Peraltro, una simile dichiarazione era stata pronunciata dal premier Mario Draghi durante la conferenza stampa del 22 luglio 2021: “Il Green pass è una misura con cui gli italiani possono continuare a esercitare le proprie attività, a divertirsi, ad andare al ristorante, a partecipare a spettacoli all’aperto, al chiuso, con la garanzia però di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose”. È noto e documentato che sia vaccinati sia non vaccinati possono contagiare altre persone. Torniamo a Antonelli. Già il 31 dicembre del 2020, il professore aveva tuonato: “Non riesco ancora a capire come si possa dare rilevanza mediatica a qualche cretino no-vax. Le obiezioni sono risibili e le reazioni allergiche riportate sono state in numero irrilevante e tutte in persone con serie allergie già note”. Questo monito arrivava a pochi giorni dall’avvio della campagna vaccinale in Italia, iniziata il 26 dicembre. In un’intervista del primo agosto scorso, Massimo Antonelli aveva affermato: “Al 95 per cento (dei pazienti, ndr) non sono vaccinati, gli altri hanno avuto una dose sola o la sfortuna di contagiarsi molto vicino al giorno dell’iniezione. Qualche vaccinato completo in ospedale c’è, ma non da noi in intensiva”. È curioso che al Policlinico Gemelli di Roma non ci fossero persone vaccinate in terapia intensiva visto che, come riporta il bollettino di sorveglianza integrata dell’Istituto superiore di sanità, erano il 15 per cento i vaccinati con ciclo completo in terapia intensiva in quello stesso periodo in Italia.

È lecito ed etico che i membri del Cts abbiano ricoperto determinati ruoli all’interno delle case farmaceutiche?

Secondo il capo della Protezione civile e la Presidenza del Consiglio dei ministri, che hanno letto le “dichiarazioni di assenza di conflitto di interessi” dei membri del Cts, sembrerebbe che sia perlomeno lecito. Rimane aperta la questione dell’opportunità etica e morale dell’inserire all’interno di un comitato “con competenza di consulenza e supporto alle attività di coordinamento per il superamento dell’emergenza epidemiologica” componenti che abbiano avuto in qualche modo rapporti economici con diverse case farmaceutiche, tra queste anche quelle che hanno prodotto i vaccini. Massino Antonelli ora non fa più parte del Cts, ma rimangano al suo interno Luca Richeldi (che ha ricevuto 115mila euro dalle case farmaceutiche con sede in Italia, nel periodo compreso tra il 2017 e il 2020) e il coordinatore Franco Locatelli (che ha ricevuto quasi 24mila euro dalle case farmaceutiche con sede in Italia, nel periodo compreso tra il 2016 e il 2020, di cui 1.292 euro dalla Pfizer nel 2020).

Probabilmente, per il capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che ha scelto i membri del Comitato tecnico scientifico d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei ministri, aver intrattenuto pregressi (o appena conclusi) rapporti economici con le case farmaceutiche e/o essere sperimentatori principali dei produttori di vaccini non costituisce un conflitto di interesse. Rimane ancora sul tavolo però, anche per non inficiare l’autorevolezza di un istituto così rilevante per la salute pubblica nazionale, la questione etica e morale.

Francesca Totolo

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