Milano, 27 dic — Circondato da tre nordafricani che lo hanno derubato del cellulare, minacciandolo con un collo di bottiglia rotto: attimi di paura per Federico Salvini, figlio 19enne del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Il brutto episodio si è verificato venerdì 23 dicembre verso le 21 nei pressi del Pio Albergo Trivulzio, nella zona ovest del capoluogo lombardo.

Federico Salvini minacciato e derubato da nordafricani

Sono stati gli agenti della scorta del leader leghista a far partire la chiamata al 112. «Ero per strada e si sono avvicinati in tre. Sembravano nordafricani. Mi hanno chiesto qualcosa, forse una sigaretta, non ho capito bene», questo il racconto di Federico ai genitori, una volta rientrato a casa. «Hanno tirato fuori un coccio di bottiglia e me lo hanno messo sotto al collo. Volevano il cellulare». Sovrastato numericamente, al figlio del vicepremier non resta da fare altro che consegnare il telefono. I tre se la danno a gambe.

Il ragazzo correrà poi dai genitori a dare l’allarme. Sul posto intervengono gli agenti delle volanti, gli specialisti dell’Antirapine della Squadra mobile e gli esperti della Digos, anche se da subito appare chiaro che il fatto non ha matrice politica. «È capitato a lui come, purtroppo, capita a tanti a Milano», il commento di Matteo Salvini: «Fortunatamente non si è fatto male nessuno» ha chiosato.

Il ritrovamento

Quando ormai non sembravano esserci più speranze di recuperare i maltolto, è arrivata la svolta, proprio la sera della vigilia, con la telefonata al 112 da parte di un esercente egiziano del quartiere San Siro. Lo straniero ha spiegato agli agenti di essere stato avvicinato da uno dei clienti, che si era presentato proponendogli un telefono come nuovo e a prezzo d’occasione. Lo sconosciuto gli aveva pure lasciato il telefono, per invogliarlo. Insospettito dall’offerta, l’egiziano ha contattato le forze dell’ordine, consegnando il dispositivo alla volante. Dall’ufficio reperti della Questura è partita la chiamata alla scorta di Matteo Salvini. Il vicepremier e il figlio arrivano per verificare: il telefono era proprio di Federico. La Mobile, fanno sapere le agenzie stampa, sarebbe sulle tracce dei rapinatori.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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