
L’operazione è stata condotta attraverso una stretta cooperazione organizzativa e operativa tra informazioni dell’intelligence siriana e piloti russi in attività di antiterrorismo che materialmente avrebbero messo a segno il colpo. Da tempo infatti l’aviazione siriana,ma anche i servizi segreti e gli 007 dell’esercito, si sono infiltrati nelle file delle organizzazioni terroristiche e che proprio grazie alla coraggiosa segnalazione di uno di questi investigatori si è riusciti ad ottenere l’esatta posizione di Alloush, considerato uno dei maggiori leader in attività.
Secondo autorevoli fonti Zahran Alloush avrebbe creato il primo nucleo delle Brigate dell’Islam già nella primavera-estate del 2011, poco dopo essere uscito di galera. E’ figlio di un religioso residente in Arabia Saudita dove anche lui ha studiato e dove pare abbia incontrato Osama Bin Laden, di cui è sempre rimasto un ammiratore. Le formazioni terroristiche che ha comandato sono infatti state create ricalcando la forma mentis e l‘ideologia di Al Qaeda, anche se sembra che da Ryad siano arrivati ingenti aiuti proprio per far diventare l’esercito dell’Islam alternativo al fronte Al Nusra, diretta espressione di Al Quaeda, e per contendere al “Fronte” la gestione della “rivoluzione” in Siria.
Tuttavia sembra che Alloush abbia voluto imprimere una sua particolare visione sulle milizie sotto il suo comando dirigendo il movimento integralista verso “l’epurazione dei miscredenti dalla Siria” come lui stesso affermava, quindi una lotta diretta contro sciiti e alawiti che se presi prigionieri venivano massacrati sul posto ma in tensione costante anche con il Califfato di cui spesso ha processato e ucciso i militanti catturati nella lotta interna per il controllo del fronte islamista siriano. Sembra che sia stato l’autore del massacro di civili alawiti nella città di Adra nel 2013 e pare sia coinvolto direttamente o indirettamente anche nell’utilizzo dei gas sulla popolazione civile della zona alla periferia di Damasco, nel 2013 saldamente nelle sue mani.

“Una testa un voto” si diceva ai tempi della rivoluzione americana, purtroppo oggi in Siria la frase ha assunto un tono molto più macabro.
Alberto Palladino
