L’inizio del 2026 è stato decisamente poco incoraggiante per il trasporto aereo italiano ed europeo. A gennaio e febbraio la percentuale di puntualità dei voli è stata bassissima e l’inizio di marzo non ha portato i miglioramenti sperati.
Una situazione che costringe chi deve prendere l’aereo a informarsi adeguatamente sulle tutele garantite dalla legge in materia di rimborsi e risarcimenti per i ritardi.
Un febbraio da incubo
Febbraio 2026 passerà probabilmente alla storia come uno dei mesi peggiori nella storia dell’aviazione civile italiana. Tra scioperi proclamati, precettati e poi riconfermati, problemi tecnici di ogni tipo ed equipaggi bloccati in pista per aver superato le ore di servizio consentite, il caos ha regnato sovrano.
Il giorno peggiore è stato il 7 dove in appena 24 ore sono stati denunciati addirittura 396 disservizi nei vari scali nazionali. Il ritardo record è stato invece quello di un volo Pisa – Bruxelles del 6 febbraio: 11 ore.
Le tutele per i viaggiatori in caso di ritardo aereo
Dal momento che marzo promette di proseguire nel trend negativo, è fondamentale per chi deve prendere l’aereo consultare le guide di portali specializzati come AirHelp, società che da anni si occupa di risarcimenti per le vittime di disservizi aerei, e farsi un’idea chiara dei propri diritti in caso di problemi.
Quali diritti hanno i passeggeri in caso di ritardo
La buona notizia per chi è costretto a sostare in aeroporto è che il Regolamento CE 261/2004, come si evince anche dalle pagine di AirHelp.it, prevede per l’aereo in ritardo un rimborso che può arrivare fino a 600 euro per i voli più lunghi e che parte da 250 euro per quelli più corti di 1.500 km.
Il diritto al risarcimento parte dalle 3 ore di ritardo, mentre con ritardi di 5 ore i passeggeri possono chiedere anche il rimborso del biglietto pagato o un volo alternativo.
Con 2 ore di ritardo, invece, la compagnia deve offrire assistenza gratuita sotto forma di pasti, accesso alle comunicazioni ed eventuale camera in hotel se la partenza viene posticipata al giorno successivo.
Cosa fare se il volo è in ritardo
I comportamenti dei passeggeri una volta appurato che il volo ha ritardo, possono fare la differenza tra ottenere o meno il rimborso. La prima cosa da fare è chiedere al personale della compagnia una dichiarazione ufficiale che attesti il disservizio e che varrà durante la richiesta di risarcimento per confermare la responsabilità dell’operatore.
La seconda è conservare tutti i documenti e gli scontrini delle spese affrontate per colpa del ritardo. La compagnia è obbligata a rimborsarcele con ritardi pari o superiori a 2 ore.
Fondamentale anche raccogliere prove del ritardo del volo che serviranno in caso di controversia legale. Tra queste risultano valide testimonianze digitali del ritardo, foto al tabellone di partenze e arrivi con orari visibili e screenshot dall’app della compagnia aerea.
Meglio evitare, infine, di accettare voucher o buoni proposti dalla compagnia come risarcimento. Potrebbero far venire meno il nostro diritto alla compensazione economica.
A quanto ammontano i rimborsi per il ritardo
L’importo del rimborso viene calcolato in base alla distanza del volo e all’ammontare del suo ritardo e non è legato al prezzo del biglietto pagato.
I voli con ritardo maggiore di 3 ore lunghi meno di 1.500 km garantiscono un rimborso di 250 euro. Quelli di lunghezza compresa tra 1.500 km e 3.500 km danno accesso a un rimborso di 400 euro. Per i voli ancora più lunghi la cifra sale a 600 euro.
Le previsioni per il resto dell’anno
Gli addetti ai lavori concordano sulle previsioni per i prossimi mesi che, come quelli del 2025 e di inizio 2026, saranno estremamente difficili.
Il traffico aereo crescerà ulteriormente, soprattutto nei momenti di alta stagione, ma le infrastrutture e le compagnie non sembrano attrezzate a gestire il flusso passeggeri.
Questo potrebbe portare a una serie di ritardi a catena su tutte le tratte con performance particolarmente negative sulle rotte europee più trafficate.
E come se non bastasse è arrivata anche la guerra in Iran a complicare il quadro del trasporto aereo. Al momento di scrivere gli spazi aerei di Iran, Israele, Siria, Iraq, Kuwait e Emirati Arabi Uniti sono chiusi, importanti hub come quelli di Dubai e Doha, cruciali per i collegamenti tra Europa e Asia, hanno interrotto le attività e molte delle compagnie più importanti hanno sospeso i collegamenti con la regione.
Le deviazioni obbligatorie delle rotte causeranno quasi sicuramente un incremento notevole dei ritardi e delle cancellazioni e metteranno in grave difficoltà un settore già ampiamente in crisi.
Le principali cause di ritardo
In questo primo scorcio del 2026 sono 4 le cause principali dei ritardi aerei. In Italia e in Europa le agitazioni e gli scioperi che coinvolgono personale di terra e di volo stanno proseguendo senza interruzioni e probabilmente ci accompagneranno tutto l’anno.
A queste va aggiunta l’ormai endemica carenza di personale degli aeroporti. Molti scali lavorano con efficienza ridotta per la difficoltà a reperire addetti ai bagagli e alla sicurezza.
E se dei fattori geopolitici abbiamo già parlato, l’altro grave problema è il maltempo. L’aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni meteorologici potrebbe causare notevoli problemi durante i mesi autunnali e invernali.
FAQ sui ritardi dei voli
Quando un volo in ritardo dà diritto al risarcimento?
Quando il ritardo all’arrivo è di almeno 3 ore e dipende dalla compagnia aerea.
Quanto si può ottenere di risarcimento per un volo in ritardo?
La compensazione prevista dalla normativa europea può arrivare fino a 600 euro, in base alla distanza del volo.
Con 2 ore di ritardo cosa spetta ai passeggeri?
La compagnia deve offrire assistenza gratuita, come pasti, bevande e possibilità di comunicare.
Con 5 ore di ritardo cosa può fare il passeggero?
Può chiedere il rimborso del biglietto o un volo alternativo verso la stessa destinazione.
Il risarcimento dipende dal prezzo del biglietto?
No. L’importo della compensazione dipende solo dalla distanza del volo, non dal costo del biglietto acquistato.