
Il gruppo francese Lactalis, che ha acquistato anche la Parmalat, ha deciso di avviare una ristrutturazione aziendale che implica la chiusura degli stabilimenti Invernizzi di Caravaggio, nel bergamasco, e di Introbio, a Lecco per un totale di 218 lavoratori “fissi” e 40 interinali con contratto in scadenza a fine anno.
Lontani sono dunque i tempi in cui le nostre “dive” venivano lanciate dagli elicotteri degli Invernizzi sulle spiagge della costiera romagnola per la gioia di grandi e piccini. Oggi invece sono contese solo dagli appassionati del modernariato e del vintage tanto che alcuni pupazzi di Carolina possono raggiungere i 200 euro tanto che alcuni dipendenti, visti gli sviluppi, stanno pensando di venderli su e-bay.
Per i lavoratori si preannuncia un periodo di agitazioni sindacali che hanno gia programmato scioperi e blocco degli straordinari su tutti gli stabilimenti. Il sottosegretario alle politiche agricole, Maurizio Martina ha annunciato che per lunedì prossimo ha convocato al ministero a Roma Jean-Marc Bernier, amministratore delegato del Gruppo Lactalis Italia per chiarire quali siano le strategie occupazionali e di sviluppo del gruppo.
Gianluigi Bramaschi, della segreteria Fai Cisl, ha dichiarto: “Ci impunteremo affinché non ci siano lavoratori di serie A e di serie B. Chiederemo la ricollocazione di tutti gli operai, interinali compresi. Se l’azienda ha dichiarato di voler mantenere i volumi produttivi, dovrà impegnarsi anche su questo punto”. Sembra che la ditta sia intenzionata a trasferire i dipendenti presso gli stabilimenti di Casale cremasco, vicino a Cremona, ed a Certosa e Corteolona nel Pavese, a più di 60 km di distanza. Si dice preoccupato invece Valentino Rottigni, della Flai Cgil del “ ragionamento, illustrato da Lactalis, secondo il quale i dipendenti seguiranno il reparto, dunque il prodotto di appartenenza negli stabilimenti di destinazione. È necessaria, invece, una riflessione diversa con criteri differenti di assegnazione degli operai che tengano conto dell’equilibrio nella conciliazione dei tempi di lavoro con quelli familiari: le madri lavoratrici vanno tutelate. L’auspicio è che siano concordati percorsi personalizzati”.
Sul caso è intervenuto anche il Pd di Treviglio: “La chiusura dell’ex Invernizzi influirà anche sull’indotto generato dalla produzione sin qui realizzata coinvolgendo ancora una volta il nostro territorio”. Forse dimentica che molti colleghi di partito sono ferventi sostenitori e promotori di privatizzazioni e svendite di grandi e piccoli marchi italiani che stanno devastando ogni settore del comparto industriale nazionale.
Cesare Dragandana
