
Due i punti di rilievo. Shanghai Electric non è un fondo di investimento ma una realtà tipicamente operativa, il che permette ad Ansaldo Energia di entrare nel sempre dinamico mercato cinese. A patto che la partecipazione non comporti un significativo deflusso di brevetti, conoscenze e tecnologie dall’Italia all’estremo oriente: rischio da considerare, ma il fatto che la maggioranza rimanga in mani pubbliche (45% Fondo strategico italiano, 15% Finmeccanica) può offrire una protezione non indifferente. In secondo luogo va sottolineato come, alla fine dei conti, l’intervento statale si sia rivelato più che indispensabile. Senza il passaggio “intermedio”, infatti, la proprietà sarebbe probabilmente stata trasferita tout court fuori dai confini.
Per quanto riguarda invece lo scottante dossier AnsaldoBreda, lasciato nelle mani del nuovo amministratore delegato Mauro Moretti, si registrano importanti novità. Anzitutto contabili: nel primo trimestre del 2014, rispetto allo stesso periodo dell’anno 
Filippo Burla